La seconda visita in via Tiberio intorno alle ore 13, dopo quella che aveva fatto seguito alle perquisizioni nei suoi studi di Pietracatella e Campobasso. Per il suo avvocato il sopralluogo finalizzato ad accertare le attività di tutta la famiglia. I poliziotti anche nella casa dove vive ora
CAMPOBASSO. Madre e figlia avvelenate dalla ricina, Gianni Di Vita è tornato nuovamente in Questura a Campobasso, intorno alle 13, per consegnare un dispositivo elettronico. Si tratta di una memoria esterna per pc.
Si tratta della seconda visita negli uffici di via Tiberio per l’uomo, padre e marito di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Già questa mattina l’ex sindaco aveva varcato l’ingresso della Questura, accompagnato dai poliziotti della Squadra mobile, per redigere e firmare il verbale di sequestro di alcuni materiali portati via durante la perquisizione effettuata nei suoi due studi, di Pietracatella e di Campobasso. Perquisizione che, si è appreso da poco, ha riguardato anche l’abitazione dove attualmente vive il commercialista.
Una visita in Questura, la seconda, durata pochi minuti. “Sono serenissimo, non ho nulla da dichiarare”, le uniche parole con cui Di Vita ha risposto alle domande dei giornalisti.
Intanto, sulle perquisizioni effettuate oggi, è arrivato il commento del suo legale, Vittorino Facciolla. “La magistratura ha inteso dare seguito alle attività di ricerca della prova attraverso le perquisizioni di alcuni vani e immobili a disposizione dell’intera famiglia Di Vita e non del solo Gianni – le parole del legale – Lo scopo è quello di accertare attraverso la perquisizione una serie di attività che avrebbero potuto porre in essere Antonella, Sara, Gianni o Alice”.
“Tutto ciò che serve alla ricerca della verità ci lascia tranquilli – ha aggiunto l’avvocato – non abbiamo la preoccupazione di dover rincorrere la notizia o giungere a facili conclusioni. Il nostro atteggiamento è sempre quello avuto dal primo momento: essere collaborativi, mettendo a disposizione tutto quello che ci viene chiesto. Cosi stiamo facendo e così continueremo a fare”.




