Appuntamento di rilievo scientifico e istituzionale con la prima riunione della ‘Rete della conoscenza’
CAPRACOTTA. Il prossimo 1° ottobre Capracotta ospiterà la prima riunione della Rete della conoscenza per la zootecnia nelle aree interne e marginali degli Appennini e delle isole. Un appuntamento di rilievo scientifico e istituzionale, che porterà nel centro altomolisano oltre 40 docenti e ricercatori provenienti da diverse parti d’Italia.
Sarà una giornata dedicata al futuro della zootecnia nelle aree montane e marginali del Paese, con la partecipazione di studiosi, tecnici e ricercatori impegnati da anni nell’analisi e nella valorizzazione dei sistemi zootecnici legati ai territori più fragili. Tra i partecipanti figurano Fabio Pilla dell’Università del Molise e Accademico dei Georgofili, Marcello Mele dell’Università di Pisa e presidente dell’ASPA, Luca Battaglini dell’Università di Torino e presidente della Società di Zootecnia Alpina, oltre a Olivier Hanotte dell’International Livestock Research Institute di Addis Abeba.
Il Comune di Capracotta ha scelto di sostenere l’iniziativa, riconoscendone il valore non soltanto sul piano scientifico, ma anche per le possibili ricadute sulle politiche dedicate alle aree interne. “Perché un Comune dovrebbe occuparsi di zootecnia?”, si chiede il sindaco di Capracotta Candido Paglione. La risposta, nelle parole del primo cittadino, è strettamente legata al ruolo che l’allevamento continua a svolgere nelle comunità montane. “Nelle aree interne – evidenzia – la zootecnia non è soltanto zootecnia. È economia. È lavoro. È presidio del territorio. È manutenzione del paesaggio. È tutela dell’ambiente e della biodiversità. È cultura e identità delle nostre comunità. E soprattutto è presenza dell’uomo in montagna”.
Secondo Paglione, la crisi delle attività zootecniche rischia infatti di produrre conseguenze che vanno oltre la perdita della singola azienda. “Quando un allevatore abbandona la propria attività – sottolinea – non perdiamo soltanto un’impresa. In molti casi perdiamo una parte della capacità di quel territorio di essere vissuto, curato e custodito”.
Da qui la necessità, secondo il sindaco, di ripensare l’approccio alle aree interne, superando una visione fondata esclusivamente su politiche compensative o interventi occasionali. Le comunità montane, sostiene Paglione, hanno bisogno di infrastrutture e servizi, ma anche di condizioni che consentano ai giovani di restare o di tornare e di politiche agricole e zootecniche capaci di riconoscere il valore economico e sociale delle attività strettamente legate al territorio.
In questo quadro, l’allevamento estensivo può rappresentare uno degli elementi di una strategia più ampia. “Non si tratta – sottolinea il sindaco – di guardare al passato con nostalgia, ma di mettere insieme «tradizione, ricerca scientifica, innovazione e capacità di produrre reddito”.
È proprio su questa prospettiva che si concentrerà il confronto del 1° ottobre. L’auspicio di Paglione è che dalla riunione di Capracotta possa emergere una “Carta per la zootecnia delle aree interne”, in grado di raccogliere proposte e indicare una direzione anche alle istituzioni nazionali ed europee.
Il tema, per il sindaco, riguarda infatti il rapporto tra tutela del territorio e condizioni economiche delle comunità che lo abitano. “Non si può chiedere alle comunità della montagna di custodire il territorio se, contemporaneamente, non si creano le condizioni economiche perché possano continuare a viverci e a lavorarci”, afferma Paglione.
La tutela del paesaggio, dunque, non può essere separata da quella delle persone e delle attività che quotidianamente contribuiscono a mantenerlo. Da qui il messaggio che il sindaco, anche nella sua veste di presidente di Uncem Molise, intende affidare all’appuntamento di Capracotta: “Se vogliamo salvare le aree interne, dobbiamo tornare a investire sulle attività che rendono possibile viverle. La zootecnia è una di queste. Siamo felici che proprio qui, in una delle comunità simbolo della montagna appenninica – conclude Paglione – possa iniziare un confronto che coinvolge il mondo della ricerca e che auspichiamo possa tradursi in proposte concrete per il futuro”.




