Il procedimento riguarda una presunta rete criminale che, secondo la Direzione distrettuale antimafia, aveva messo radici soprattutto nell’area di Bojano e nel territorio matesino


CAMPOBASSO. Fino a 22 anni di carcere. È la pena più alta chiesta dalla Procura di Campobasso nel processo nato dall’inchiesta ‘Piazza Pulita’, uno dei procedimenti più importanti degli ultimi anni sul traffico di droga in Molise. Le richieste dell’accusa sono arrivate oggi, a cinque anni dall’inizio del dibattimento: 34 condanne e una sola assoluzione, su un totale di 35 imputati.

Il procedimento riguarda una presunta rete criminale che, secondo la Direzione distrettuale antimafia, aveva messo radici soprattutto nell’area di Bojano e nel territorio matesino. Un’organizzazione alla quale vengono contestati, con ruoli e responsabilità differenti, il traffico di stupefacenti, l’associazione per delinquere, episodi di estorsione e minacce aggravati dal metodo mafioso, oltre a reati legati alle armi e al riciclaggio.

L’indagine era partita ben prima degli arresti. Per due anni gli investigatori avevano seguito i movimenti della rete, arrivando nel 2020 all’operazione che portò all’impiego di circa 250 carabinieri e finanzieri. Al centro dell’attività investigativa c’era il commercio di cocaina, eroina e hashish.

Per la Dda, però, la vicenda non riguardava soltanto il mercato locale della droga. L’inchiesta aveva evidenziato anche, secondo l’accusa, il tentativo della criminalità organizzata campana di allargare la propria influenza in Molise. Tra i soggetti finiti nell’attenzione degli investigatori c’erano persone ritenute vicine al clan Rega.

Da allora il procedimento ha attraversato cinque anni di udienze, con posizioni processuali che nel frattempo si sono differenziate. Alcuni imputati hanno scelto riti alternativi e hanno già ricevuto una condanna; per gli altri il dibattimento è ormai alle battute finali.

Oggi, dopo la requisitoria del pm Elisa Sabusco, hanno preso la parola le parti civili e nove difensori. Le difese hanno contestato, tra gli altri punti, la sussistenza dell’associazione per delinquere, chiedendo in alcuni casi di ricondurre le contestazioni alla sola attività di spaccio.

Il processo tornerà in aula il 25 novembre, quando sono previste le conclusioni degli altri avvocati. Poi sarà il tribunale a pronunciarsi: la sentenza è attesa per il 13 gennaio.