La segnalazione: “Non sia un semplice insieme di rampe e ostacoli, si rispettino le normative vigenti”


CAMPOBASSO. Un’opera pensata come nuovo spazio per lo sport e la socialità che, secondo alcuni giovani del territorio, rischia di non rispondere alle reali esigenze di chi dovrà utilizzarla. È il contenuto della segnalazione tecnica che un gruppo di giovani cittadini e skater ha inviato all’amministrazione comunale di Campobasso, al Consiglio comunale, al responsabile unico del progetto, alla direzione dei lavori e agli altri soggetti coinvolti nella realizzazione dello skate park del Parco dello Scarafone.

La richiesta è di verificare l’impianto prima della conclusione del cantiere, accertando non solo la conformità tecnica e normativa delle strutture ma anche la loro effettiva funzionalità per la pratica dello skateboard. Il timore dei firmatari è che l’opera, pur risultando formalmente realizzata, non possa diventare alla fine uno skate park adatto alla disciplina. Un impianto di questo tipo, si legge nella segnalazione, non è un semplice insieme di rampe e ostacoli: la sua qualità dipende da linee di percorrenza coerenti, raccordi funzionali, diversi livelli di difficoltà e spazi adeguati a utenti con esperienze differenti. Alcune caratteristiche previste allo Scarafone, secondo i promotori, sollevano dubbi proprio su questo piano.

Nel documento viene richiamata la norma Uni En 14974:2019, riferimento tecnico per le installazioni dedicate a skateboard, sport su rotelle e Bmx. Gli autori chiedono di verificarne il rispetto, sottolineando però che la conformità formale non dovrebbe essere l’unico parametro di giudizio. Da qui la proposta di coinvolgere, prima della chiusura dei lavori, un professionista con esperienza specifica nella progettazione di skate park.

La segnalazione avanza anche un’alternativa. I firmatari hanno chiesto un preventivo a un’impresa specializzata in strutture modulari, per una minirampa di 8 metri di larghezza e 1,20 metri di altezza e un modulo composto da bank, quarter, piramide, manny e flat bar, con altezza massima di 1,20 metri, telai portanti in legno e superfici di scorrimento in Hpl composito. Una proposta, precisano, da sottoporre alla valutazione di uffici comunali, direzione lavori e tecnici, non da imporre all’amministrazione.

Tra le richieste rivolte al Comune figurano la verifica tecnica dell’impianto, il controllo della conformità ai requisiti applicabili, la valutazione della sua funzionalità, il coinvolgimento di un tecnico specializzato e l’analisi della possibilità di modificare o integrare le strutture previste, verificandone la compatibilità con progetto esecutivo, quadro economico, capitolato e procedure sui lavori pubblici. I firmatari chiedono inoltre che la proposta modulare sia esaminata sotto il profilo tecnico ed economico, che la segnalazione sia acquisita agli atti e che venga fornito un riscontro sulle verifiche e sulle eventuali azioni correttive.

L’iniziativa, sottolineano i promotori, non è contro lo skate park ma punta a valorizzare l’investimento pubblico, evitando che l’impianto resti poco utilizzato o si deteriori perché poco funzionale. “Intervenire durante l’esecuzione dei lavori è molto più semplice che correggere un impianto una volta terminato”, è il principio alla base della richiesta di un confronto tecnico con l’amministrazione prima della fine del cantiere.