Salvatore, Primiani, Facciolla, Fanelli e Gravina con una mozione urgente hanno sollecitato la Giunta nel valutare la revoca in autotutela dell’aggiudicazione dopo la diffida di un partecipante all’avviso
CAMPOBASSO. Una mozione urgente sulla nuova sede degli uffici del Consiglio regionale è stata depositata ieri, 1 ottobre, dai consiglieri regionali Alessandra Salvatore, Angelo Primiani, Vittorino Facciolla, Micaela Fanelli e Roberto Gravina. “Abbiamo provveduto ieri a depositare la mozione allegata, relativa alla questione della sede degli uffici regionali”, fanno sapere i firmatari. L’atto è indirizzato al presidente dell’assemblea Quintino Pallante e chiede la verifica delle criticità segnalate sulla procedura, oltre a una discussione in aula.
La mozione ricostruisce i passaggi della vicenda. Con la determinazione dirigenziale n. 51 del 27 novembre 2024 il segretario generale del Consiglio regionale aveva avviato la ricerca di soluzioni logistiche alternative alle sedi attuali, “possibilmente con utilizzazione di una sede unica”. L’obiettivo dichiarato era contenere la spesa e razionalizzare il funzionamento degli uffici. Un primo avviso non aveva dato gli esiti sperati. Con la determinazione n. 33 del 3 ottobre 2025 ne era stato quindi adottato un secondo, un “Avviso pubblico esplorativo per la manifestazione di interesse alla locazione di immobili ad uso istituzionale”, pubblicato sul Burm del 6 ottobre 2025.
L’avviso cercava immobili a uso ufficio nel perimetro urbano di Campobasso, in zona servita dai mezzi pubblici e in regola con la normativa urbanistica alla data di pubblicazione. Prevedeva una locazione di sei anni rinnovabile e un canone non superiore a 250mila euro annui, oltre Iva se dovuta. Secondo i firmatari, l’avviso “sembrava non tenere conto” della scelta della Giunta di destinare l’ex Hotel Roxy di piazza Falcone e Borsellino a sede di tutti gli uffici regionali, previa demolizione e ricostruzione. L’intervento è inserito nella delibera Cipess n. 18 del 23 aprile 2024. Con la determinazione dirigenziale n. 53 dell’8 settembre 2026 la Regione ha iscritto a bilancio i relativi 35 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027: 3,5 milioni nel 2026, 13,5 nel 2027 e 18 nel 2028.
Con la determinazione segretariale n. 20 del 29 giugno 2026 la procedura è stata aggiudicata in via definitiva. All’Ufficio di presidenza è stato proposto di individuare come sede istituzionale un immobile a uso commerciale in contrada Macchie, a Campobasso. Allo stesso Ufficio era demandata anche l’approvazione della bozza di contratto.
Il 3 agosto uno dei partecipanti all’avviso ha inviato alla Regione, tramite i propri legali, una pec inoltrata per conoscenza a tutti i consiglieri. Conteneva una diffida e un’istanza di annullamento o revoca in autotutela dell’aggiudicazione, con la richiesta di non stipulare il contratto. Secondo quanto riporta la mozione, la diffida contesta due aspetti. Il primo è la mancanza dei requisiti richiesti: l’immobile offerto sarebbe di non recente costruzione, da ristrutturare e privo della destinazione urbanistica a uffici. Il secondo è il superamento del tetto di spesa: il canone proposto sarebbe di 268mila euro annui oltre Iva, cioè 18mila euro sopra il massimo. La cifra somma 168mila euro per i piani terra e primo, 82mila per il piano interrato e 18mila per il piazzale. Per chi ha presentato la diffida, questo avrebbe dovuto comportare l’esclusione dell’offerta.
I consiglieri rilevano poi che lo schema di contratto è stato approvato dal segretario generale, con la determinazione segretariale n. 25 del 21 settembre 2026, nonostante il passaggio previsto in Ufficio di presidenza. L’atto, scrivono, non contiene alcun riferimento alla diffida. Prevede inoltre la sottoscrizione anche in assenza della documentazione tecnica sui requisiti, la cui verifica è rinviata a dopo la stipula. La determinazione stabilisce infatti “di subordinare la piena efficacia del vincolo obbligatorio che sorge tra le parti alla concreta presa in consegna dell’immobile e la decorrenza dell’obbligazione relativa al pagamento del canone all’effettiva disponibilità dell’immobile, alla verifica positiva dei requisiti di agibilità, sicurezza, conformità e idoneità all’uso istituzionale”.
La mozione impegna il presidente della Regione e la Giunta affinché “verifichino le criticità evidenziate nella pec di diffida pervenuta a tutti i Consiglieri regionali in data 03/08/2026 e che potrebbero esporre la Regione Molise ad un contenzioso dall’esito più che incerto” e “si adoperino per la revoca in autotutela, ove riscontrata la fondatezza dei rilievi mossi, dell’aggiudicazione disposta”. I firmatari chiedono infine che ogni ulteriore decisione sul trasferimento degli uffici del Consiglio “non solo tenga conto della necessità di garantirne la dislocazione all’interno del contesto urbano, ma sia subordinata ad una valutazione della convenienza economica del trasferimento alla luce del cronoprogramma dei lavori” previsti per l’ex Hotel Roxy.




