L’équipe di Urologia del professor Altieri esegue interventi conservativi con il sistema in uso all’ospedale. Di Santo: “Cure di eccellenza vicino a casa”


CAMPOBASSO. Rimuovere il tumore salvando la parte sana del rene, anche nei casi più complessi. È l’approccio adottato dall’équipe di Urologia dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, guidata dal professor Vincenzo Altieri, con il sistema robotico in uso nel presidio. Lo rende noto l’Asrem.

L’azienda sanitaria ricorda che in passato, davanti a una neoplasia molto grande o in posizione difficile, la soluzione era la nefrectomia radicale, cioè l’asportazione totale dell’organo. Con la chirurgia robotica l’obiettivo diventa la cosiddetta nephron-sparing surgery. Conservare il tessuto sano protegge il paziente dal rischio di insufficienza renale cronica e da future complicanze cardiovascolari.

L’intervento richiede tre passaggi delicati. Il primo è il blocco temporaneo del flusso di sangue al rene, da ridurre al minimo per non danneggiare i tessuti sani. Il secondo è la rimozione completa del tumore con margini puliti. Il terzo è la ricostruzione rapida del rene e delle vie urinarie, per evitare emorragie o perdite dopo l’operazione.

Il robot offre una visione 3D ad alta definizione, con un ingrandimento del campo operatorio fino a dieci volte. Questo permette di distinguere il tumore dal tessuto sano e di individuare anche i vasi sanguigni più piccoli. I bracci si muovono con sette gradi di libertà e consentono tagli e suture di precisione anche negli spazi più stretti.

“La nostra priorità è offrire ai pazienti la massima sicurezza oncologica senza sacrificare la funzionalità dell’organo”, ha spiegato Altieri. “La chirurgia robotica ci consente di eseguire interventi conservativi di straordinaria complessità con una precisione millimetrica, riducendo l’impatto chirurgico sul corpo del paziente, minimizzando il dolore post-operatorio e garantendo un recupero funzionale molto più rapido”.

“L’introduzione e il consolidamento della tecnologia robotica al Cardarelli di Campobasso rappresentano un passo fondamentale per la sanità del nostro territorio”, ha aggiunto il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo. “Garantire trattamenti di altissima specializzazione all’interno della regione Molise significa offrire alle persone cure di eccellenza vicino a casa, riducendo la mobilità passiva, aumentando l’attiva, e innalzando gli standard della qualità della vita dei nostri cittadini”.

Per i pazienti, secondo l’azienda, i benefici sono un minore impatto dell’intervento, ricoveri più brevi, un ritorno più rapido alle attività quotidiane e una migliore salute renale nel lungo periodo.