Tangenti a Pizzone, chiesto il dissequestro dei beni per gli indagati

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[caption id="attachment_11222" align="alignleft" width="250"]L'avvocato Marco Franco L'avvocato Marco Franco[/caption]

Sarà Marco Franco, avvocato del Foro di Roma, a difendere l'ex sindaco di Pizzone, Michele Cozzone, in tandem con la collega isernina Carola Barbieri, nell'inchiesta 'Aurora' che lo vede indagato per corruzione ed evasione fiscale insieme all'ingegnere Giovanni Farrocco. Il prossimo 27 dicembre, infatti, si terrà dinanzi al giudice del tribunale di Isernia, Francesco Ferdinandi, l'udienza del Riesame per discutere dell'eventuale dissequestro dei beni mobili e immobili per entrambi gli indagati, per un valore di 110mila euro nel caso di Cozzone e di oltre 810mila euro per Farrocco. Confiscate anche abitazioni in Sardegna e Molise, vari autocarri della Socem, investimenti obbligazionari, conti correnti, partecipazioni societarie e autovetture di lusso. Da sottolineare che, per la prima volta da parte della procura isernina, c’è stata l’applicazione del decreto legislativo 231/01, relativo alla responsabilità amministrativa degli enti con conseguente applicazione di misura cautelare di sequestro preventivo dei beni societari. Franco, l'uomo delle cause 'impossibili', quasi una 'nemesi' per la procura pentra - già difensore di Tonino Perna nell'inchiesta che vede indagato l'imprenditore per il crac Ittierre e del noto professionista isernino accusato di aver provocato, indirettamente, la morte dell'agente Giuseppe Iacovone in un incidente stradale - è stato infatti contattato per ribaltare una tesi accusatoria che vede l'ex amministratore beneficiario di un presunto giro di tangenti mascherate da sponsorizzazioni calcistiche per 716mila euro. Ma il procuratore capo Paolo Albano, che ha condotto personalmente le indagini, ha messo sotto la lente anche una serie di appalti, a suo dire affidati per dieci anni alla stessa ditta, la Socem di Farrocco, in assenza di qualsiasi concorrenza e in barba ai principi costituzionali di buon andamento della Pubblica Amministrazione, per un valore 3,4 milioni di euro. Infine, secondo il magistrato, sono riscontrabili danni erariali nei confronti di un Comune - di soli 300 abitanti - per 895mila euro. Per la terza volta, però, si troverà a fare i conti con l'avvocato capitolino, in uno scontro giudiziario ormai epico, vista l'importanza dei procedimenti in questione.

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