Termini Imerese, a volte ritornano: rispunta Di Risio

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[caption id="attachment_11498" align="alignleft" width="250"]Massimo Di Risio Massimo Di Risio[/caption]

TERMINI IMERESE. Probabilmente sarà soltanto una coincidenza priva di qualsiasi nesso, ma in tempo d'elezioni torna d'attualità l'acquisizione di Termini Imerese da parte della Dr Motors, ancora in lizza per l'ex polo palermitano della Fiat. Lo scrive  Il Sole 24-Ore' in un articolo a firma di Nino Amadore, in cui si legge testualmente: "Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese potrebbe essere riaperto grazie a un'iniziativa della molisana Dr Motors. L'ipotesi, che sembrava definitivamente accantonata, torna a prendere quota. il patron dell'azienda di Macchia d'Isernia Massimo Di Risio non smentisce né conferma, ma i contatti con il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta sono stati, nelle ultime settimane, frequenti. Certo, è anche vero che nelle scorse settimane lo stabilimento del palermitano è stato visitato da imprenditori austriaci interessati, secondo fonti sindacali, a costruire ciclomotori nella piana di Imera. Ma è alla Dr che pensano in tanti". Come e perché ci pensino, non è dato saperlo. Anche perché la trattativa, ad ottobre scorso, sembrava essersi arenata.  Fino a qualche mese fa, Dr aveva notoriamente bisogno di un nuovo socio con 15 milioni di capitale fresco per sbloccare la garanzia bancaria al finanziamento della riconversione di Termini. E aveva avuto anche un vivace scontro con il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che aveva usato espressioni forti nei confronti dell'affidabilità economica del gruppo molisano. Al quale, in ogni caso, furono molti i partner internazionali che vennero accostati. Cinesi, turchi, francesi, americani. Innanzitutto Chery, primo costruttore indipendente cinese, che già assembla parti delle auto targate Dr e che si fece avanti nell'aprile scorso. Poche settimane dopo fu la volta di una manifestazione d'interesse da parte di Mermerler, una delle maggiori società turche nel settore della distribuzione automobilistica. Nei decenni scorsi, infatti, il gruppo gestito dalla famiglia Mermer è stato il venditore ufficiale delle vetture Mazda sul mercato turco. Mentre ora ha un accordo di distribuzione esclusiva con il gruppo cinese Chery. Secondo indiscrezioni successive, inoltre, il gruppo molisano sarebbe stato in trattativa anche con la banca d'affari francese Lazard. Da Macchia d'Isernia, comunque, hanno sempre smentito di aver ricevuto comunicazioni ufficiali di estromissione  dalla trattativa per Termini Imerese. A ottobre 2012 la casa molisana, secondo l'Ansa e altri, non era più considerata affidabile dal ministero dello Sviluppo economico, neppure insieme ad altri soggetti. Tuttavia, dal quartier generale, della Dr non ci si scompose più di tanto. Anche perché alternative migliori, nel settore, non si profilavano all'orizzonte. Né si sono profilate in questi mesi. Secondo quanto dichiarato tre mesi fa dall'advisor dell'operazione Termini Imerese, Domenico Arcuri di Invitalia, “la caccia a case automobilistiche continua, ma c'è una deadline fissata a fine anno. Se la ricerca non darà frutti, allora si aprirà un nuovo fronte per trovare soluzioni alternative all'auto” e per sbloccare le iniziative che avevano già sottoscritto l'accordo di programma per la reindustrializzazione (Biogen, Lima e Newcoop). Insomma, come trapelava anche dai sindacati, in assenza di un pretendente automobilistico, la vocazione industriale del sito sarebbe spezzettata in diverse attività. Ora però, il tempo fissato da Arcuri è scaduto, e Di Risio si riaffaccia all'orizzonte. Segno che la trattativa era in stallo, ma non ancora chiusa del tutto.

Pubblicato alle ore 17:28:31 

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