Radon all'asilo: l'opposizione richiede un Consiglio comunale monotematico

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Dopo lo spostamento del polo di San Lazzaro nel Vecchio edificio della San Giovanni Bosco, la minoranza riaccende il dibattito politico a seguito di alcune lamentele dei genitori circa l'inadeguatezza dell'istituto

 ISERNIA. Ancora polemiche sul caso radon nell’istituto per l’infanzia San Giovanni Bosco. Questa volta sono stati gli esponenti di minoranza del Comune di Isernia a dare il via a quello che è diventato un caso politico. Il gruppo di opposizione ha depositato all’attenzione di Franco Capone, presidente dell’assise, una richiesta per la convocazione di un Consiglio comunale monotematico sulla questione della sicurezza della scuole. L’incontro verterà sui temi dell’agibilità e della vulnerabilità sismica, ma si concentrerà soprattutto sul trasferimento del polo di San Lazzaro nella vecchia sede della San Giovanni Bosco di corso Garibaldi, chiusa a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009. Secondo il consigliere del Pdl Raimondo Fabrizio, la decisione di richiedere il confronto sarebbe nata dalle lamentele di alcuni genitori circa l’inadeguatezza del “nuovo” plesso. In realtà, la decisione di far tornare i bambini nel vecchio edificio era nata dopo la riunione di fine agosto tra docenti, genitori ed amministrazione a cui aveva partecipato lo stesso sindaco di Isernia, Luigi Brasiello. Durante l’incontro, infatti, nel dover decidere tra lo smembramento delle classi e la consequenziale ricollocazione degli alunni in altri istituti e lo spostamento dei bambini nella vecchia sede della San Giovanni Bosco, si era optato, di comune accordo, per la seconda soluzione. Intanto il sindaco del capoluogo pentro, in questi giorni ha fatto un sopralluogo per verificare le condizioni dell’istituto e per ricevere i pareri dei genitori. Non ci sarebbe stato nessun reclamo, ma le informazioni in mano all’opposizione sono diverse, e questo, dopo pochissimi giorni dalla ripresa delle attività didattiche, è bastato a far scoppiare una nuova polemica all’interno di Palazzo San Francesco.

M.I. 

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