Forconi, Isernia si ferma: il 'Falco' e Giustino D'Uva alla testa del corteo

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Manifestazione pacifica dall'ingresso di Santo Spirito alla Statale 85: tre giorni di protesta per dire basta al "genocidio della classe media"

 

ISERNIA. Giovani, studenti, precari, disoccupati, cassintegrati, donne, commercianti, pensionati. Cittadini comuni, unitisi in un movimento spontaneo e apolitico per dire basta alla spoliazione dell'Italia ad opera dei soliti noti. Anche nel capoluogo pentro, da ieri alle 17, si è animata la protesta del '9 dicembre'. Chiamateli indignati, o se volete, 'forconi': loro sono quelli che, anche dal Molise, anche da Isernia, hanno deciso di ribellarsi e dire basta. A uno Stato che tartassa e nulla o quasi dà in cambio; a un'Europa che "ha privato della sovranità popolare  monetaria" il popolo italiano; a un sistema politico che ha acuito a dismisura le disparità sociali, togliendo la dignità a chi, ogni giorno, lavora sodo per portare il pane a casa. Si sono radunati  presso la rotonda di via Santo Spirito, non lontano dal cimitero comunale: oltre un centinaio, pacifici ma arrabbiati, in marcia lungo la Statale 85 'Venafrana', dove procederanno su una sola corsia, senza interrompere il traffico o bloccare strade come in altre parti d'Italia, stazionando per tre giorni, fino all'11 dicembre, quando la protesta si sposterà direttamente nella Capitale. A guidare il corteo, due giovani molto noti in città: Giustino D'Uva, nipote del compianto presidente della Regione, che ha già preso parte, nella notte dell'8 dicembre, all'analoga manifestazione svoltasi a Termoli; e il 'Falco' Mario Ferri, che passa direttamente dalle invasioni di campo all'invasione di corsie stradali. Con loro, un nutrito gruppo di isernini che "vogliono cambiare le cose, che sono stufi di vedere l'Italia ridotta a una succursale della Germania". In molti a piedi, in molti altri con auto e motrici di camion: un tripudio di clacson e di indicatori di direzione accesi in maniera permanente, cui fanno da contraltare i lampeggianti delle tante volanti della polizia e gazzelle dei carabinieri schierate a controllare che nulla sfugga di mano.

[caption id="attachment_29961" align="alignleft" width="300"]Uno striscione di protesta Uno striscione di protesta[/caption]

E' anche a loro, onesti servitori dello Stato, che i manifestanti dedicano uno striscione (vedi foto a sinistra): perché i motivi della battaglia sono comuni a tutti. "Il governo - dichiara D'Uva junior - non rappresenta più il popolo e deve andare a casa, una volta fatta una nuova legge elettorale. Non sono stati capaci di rinegoziare il debito con l'Europa e ci stanno strangolando di tasse e gabelle. Per questo e altro noi diciamo che ribellarsi è un dovere". Una donna, commerciante di origine campana, usa toni ancor più duri: "Lo Stato italiano sta autorizzando il genocidio della classe media. Noi, a questo 'crimine', diciamo no". A Isernia, intanto, è già finita la benzina: praticamente tutti esaurito presso i distributori di carburante del capoluogo pentro, presi d'assalto già da domenica pomeriggio da parte di chi temeva di restare a secco, qualora la protesta dovesse protrarsi a oltranza.

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