Uccise la moglie a colpi di mattarello: ora chiede lo sconto

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Stefania Cancelliere, di origine isernina, è  stata massacrata dal marito nel giugno 2012.  L’omicida  Roberto Colombo, condannato in primo grado a 17 anni, tenterà di far cadere il reato di stalking con l’aiuto dei suoi avvocati

 

ISERNIA. Si prepara ad affrontare il processo d’appello Roberto Colombo, l'ex primario che uccise la moglie, la 39enne isernina Stefania Cancelliere, a colpi di mattarello nel giugno del 2012 a Legnano, nel Milanese. Dopo la condanna in primo grado a 17 anni nell'aprile 2013, Colombo tenterà di ottenere uno sconto di pena in Appello - l'udienza è prevista il prossimo 19 marzo - puntando a derubricare il reato di stalking e ottenere così uno sconto di pena attraverso il riconoscimento della seminfermità mentale al momento dell'omicidio.  Attualmente Colombo è agli arresti domiciliari e sta scontando la pena in Liguria, in un centro di riabilitazione psichiatrica sulla riviera. Proprio qui sta l’ennesima umiliazione inflitta ai congiunti di Stefania: niente carcere, poiché per il gup “inadeguato per affrontare terapie psichiatriche adeguate al suo stato”. L'uomo infatti, secondo gli inquirenti, sarebbe a rischio suicidio: di qui il ‘soggiorno’ obbligato in un Comune della riviera ligure di PonenteLa sentenza di primo grado è stata definita uno scandalo dai parenti della vittima. Un verdetto reso ancor più amaro dal fatto che l’omicida di Stefania resterà ai domi­ciliari e non andrà in carcere fino al pronunciamento della sentenza defini­tiva. Da sottolineare, ancora una volta, che la vittima aveva presentato un esposto in procura a Milano per stalking, proprio contro il marito. 

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