Unilever e Carsic: incombe lo spettro della mobilità

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ISERNIA. Vertenze in primo piano. Nuova riunione nella sede pentra dell'Assindustria tra azienda e sindacati per il caso Unilever. Per ragioni di ristrutturazione interna, lo scorso 27 febbraio la multinazionale inglese, leader nei settori alimentare e di cura alla persona, ha aperto la procedura di mobilità per 34 unità lavorative. L'esubero di personale sarebbe stato determinato dal processo di robotizzazione dei vari reparti. Ed ecco che dei 212 operai in forze all'azienda, 34 sono a rischio. Adesso ci sono 75 giorni di tempo per trovare una soluzione alla vertenza e le parti stanno discutendo sulla possibilità di limitare il numero dei licenziamenti. I vertici dello stabilimento del Nucleo industriale di Pozzilli si sono detti disponibili a rivedere gli esuberi per il treamite di una commissione composta di azienda, rsu e sigle sindacali. L'obiettivo/speranza delle parti sociali è quello di salvare certamente e da subito almeno 12 operai: uno per linea produttiva. Per la restante parte l'auspicio è dell'ottenimento della cassa integrazione straordinaria, infine, per i lavoratori di età più avanzata una sorta di traghettamento alla pensione. Intanto anche per il Carsic di Venafro si parla nuovamente di riduzione del personale. La proprietà dell'istituto di riabilitazione avrebbe, infatti, avviato la mobilità per 33 unità in esubero sulle 109 attualmente impiegate. Si tratta di uno psicologo, di due assistenti sociali, di sei educatori, 3 addetti all'assistenza, 2 impiegati amministrativi, 7 del reparto ristorazione, 4 del reparto guardaroba, 5 dipendenti della portineria, un addetto al deposito farmaci, un barbiere ed un autista. La novità andrebbe a smentire l'accordo trovato solo qualche settimana fa circa una riduzione del 10% dello stipendio onde evitare licenziamenti. Ed ecco che sindacati e dipendenti sono sul piede di guerra. Chiedono la convocazione di un tavolo urgente in Regione.

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