Troppe salme all'obitorio di Isernia: anziana deceduta parcheggiata nella cappella del Veneziale

Troppe salme all'obitorio di Isernia: anziana deceduta parcheggiata nella cappella del Veneziale

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Dopo il caso scoppiato con la morte di Marcello Pizzi, si registrano nuovi disagi alla morgue del Veneziale: occupata anche la sala vestizione, si è costretti a spostarsi a quinto piano del nosocomio


ISERNIA. A poco più di una settimana dallo scoppio del caos all’obitorio di Isernia, si registra un caso analogo.  

Dopo due giorni di pronto soccorso, è deceduta stamani all’ospedale Veneziale una donna di 92 anni. Il decesso dell’anziana è però coinciso con quello di altre quattro persone e si è riproposto il tema dell’insufficienza di spazio all’interno della morgue del nosocomio pentro.

Sulla scorta di quanto accaduto il 3 dicembre scorso, con la salma del presidente del comitato 'Bene Comune Veneziale'  Marcello Pizzi finita nella sala vestizione tra disordine e immondizia, si è cercato di trovare una sistemazione più decorosa alle salme eccedenti. Tuttavia, non abbastanza per un cittadino che dovrebbe ricevere un servizio almeno decente dal sistema sanitario pubblico. Ed ecco che dei cinque defunti tre sono stati ospitati nelle apposite stanze, uno nell’ormai famigerata sala vestizione - oggi sistemata e ordinata per la nuova funzione – e l’anziana signora, per gentile concessione del cappellano dell’ospedale, è finita al quinto piano del Veneziale all’interno appunto della cappella appunto. Ma non subito. È stata, infatti, in un primo momento adagiata nientemeno che nella sala autopsia dove – racconta la nipote – non sarebbe stato neanche possibile lavarne il corpo.

obitorio 2Come accaduto l’altra settimana, anche in questo caso i familiari della donna avevano tentato di ottenere il trasferimento nella vicina casa funeraria privata, parlando anche con i dirigenti ospedalieri. Ma il diniego è stato ancora una volta perentorio: ci si attiene al regolamento di polizia mortuaria. Tuttavia, i congiunti restano amareggiati, costatando come nella struttura funeraria citata ci fosse già una salma proveniente da un centro ospedaliero di Larino, per la quale – evidentemente – non è stata sollevata alcuna obiezione; e come fino alla fine di novembre questa stringente normativa non fosse mai stata applicata con tale rigore, tant’è che risultano altri casi in cui gli spostamenti delle salme sono stati autorizzati senza difficoltà di sorta. Al dolore si aggiungono, così, amarezza e sconcerto che ledono sia la dignità dei defunti che quella dei loro familiari. Unica nota positiva nella triste vicenda – riferiscono infine i parenti della 92enne - la professionalità e l’umanità dimostrate dal personale del pronto soccorso.  

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