Isernia, si gioca tutto e si inventa una rapina da parte di migranti: denunciato 21enne

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I carabinieri hanno ricostruito l'accaduto ed escluso la responsabilità di extracomunitari, come invece riferito loro dalla presunta vittima, che si era autoinflitta le ferite al volto


ISERNIA. Aveva dilapidato i soldi al gioco e si era inventato un'aggressione fasulla, procurandosi ferite da solo. Questo l'esito delle indagini dei carabinieri di Isernia dopo la denuncia per rapina fatta da un giovane di 21 anni, che aveva raccontato di essere stato assalito in via XXIV maggio da tre migranti che, al diniego di una sigaretta, lo avrebbero prima picchiato per poi rubargli il portafogli.   

In una nota, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Isernia ricostruiscono quanto realmente accaduto. "A seguito della denuncia di rapina perpetrata nella prima serata di ieri in una strada del centro cittadino - si legge nel comunicato stampa - in danno di un giovane del luogo", i militari dell'Arma "hanno immediatamente avviato, sin dalla stessa serata, le conseguenti indagini, tese ad individuare i responsabili. I carabinieri hanno controllato i centri di accoglienza della città allo scopo di raccogliere elementi di prova a carico degli ignoti malfattori ed eventualmente recuperare il portafogli contenente il denaro sottratto al giovane". 

"Le risultanze dell’attività svolta - ancora i carabinieri - hanno permesso di escludere la responsabilità dei cittadini extracomunitari, come invece in un primo momento era stato rappresentato dalla presunta vittima. Le modalità indicate dall’interessato non hanno trovato corrispondenza con gli elementi raccolti dagli investigatori che, approfondendo le indagini hanno appurato che il giovane, per giustificare ai familiari di aver dilapidato al gioco una somma di denaro, riferiva di aver subito un’aggressione che in realtà non si è mai verificata, procurandosi delle autolesioni".

Per questa ragione il 21enne, che come riferito dagli investigatori ha confessato, sarà denunciato per simulazione di reato. Da sottolineare come fosse circolata una fotografia - in possesso anche della nostra redazione - che ritraeva il volto del giovane tumefatto e sporco di sangue, ad avvalorare la tesi dell'aggressione. Un'ipotesi del tutto sconfessata dai carabinieri, per la quale ora il ragazzo dovrà rispondere alle autorità competenti.