Riciclaggio, truffa e falso: calabrese condannato dai giudici di Larino

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Assolto il complice molisano. I due erano stati fermati dai carabinieri nel 2010 dopo aver versato un assegno di grosso valore ma di dubbia provenienza in una banca di Palata



LARINO. Riciclaggio di denaro sporco, truffa e falso: è stato condannato a 5 anni il calabrese arrestato nel 2010 dai carabinieri di Palata. Assolto invece il suo complice molisano. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Larino in composizione collegiale. I due erano accusati di essersi presentati in una banca di Palata dove esibirono documenti falsi e aprirono un conto corrente sul quale hanno, poi, versarono un assegno circolare di grosso valore, ma di dubbia provenienza.

Il direttore dell'istituto di credito si era insospettito poiché uno dei documenti di identità risultava essere stato emesso da un ufficio anagrafico di un Comune molisano. Contattò l’ente, scoprendo che si trattava di un atto falso. Vennero allertati carabinieri. E quando i due arrivarono in banca per l’incasso trovarono i militari ad aspettarli.

I due vennero rinviati a giudizio ed è partito il processo. Per entrambi il pm ha chiesto una pena di oltre 4 anni di reclusione ciascuno, più pene accessorie. Le difese, assunte per il primo imputato dall'avvocato Roberta Potente, mentre per il secondo da Costantino D'Angelo, hanno chiesto l'assoluzione per entrambi.

Dopo una lunga camera di consiglio i giudici hanno condannato il calabrese a cinque, oltre pene accessorie, mentre hanno molisano per non aver commesso il fatto. Il legale intanto ha annunciato ricorso in Appello.

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