Inchiesta ‘Sei torri’, condanne fino a 5 anni. Tutti assolti da associazione a delinquere di stampo mafioso

Inchiesta ‘Sei torri’, condanne fino a 5 anni. Tutti assolti da associazione a delinquere di stampo mafioso

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La sentenza pronunciata oggi dal Tribunale di Campobasso. L’indagine partita nel 2002, su quello che per la Procura era il racket della Campobasso della vita notturna


CAMPOBASSO. Inchiesta ‘Sei torri’, arrivano le condanne, ma decade l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il Tribunale di Campobasso ha pronunciato le sentenze di condanna nei confronti degli imputati dell’indagine su quello che, secondo la Procura, era una sorta di racket della vita notturna di Campobasso. Una sentenza emessa dal collegio giudicante, composto dal presidente Enrico Di Dedda e dai giudici Gian Piero Scarlato e Anna Candigliota.

La pena più alta per Massimo Colangelo, condannato a cinque anni e mezzo di reclusione, mentre per i fratelli Luigi e Andrea Colangelo la pena è stata di undici mesi. Cinque anni e un mese per Vincenzo Stivaletti. Più lievi le posizioni di Eugenio Garzia e Giuseppe Carriero, sette mesi a entrambi, i fratelli Felice e Mario Ferrazzo condannati a sei mesi, come Luca Innammorato.

Il tribunale ha assolto Roberto Ruggi dall'imputazione che gli era stata contestata e con lui tutti gli altri protagonisti della vicenda, dal reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, il 416 bis. Che era la principale accusa mossa agli imputati, condannati invece, con posizioni diverse, per reati minori, soprattutto per danneggiamenti e per lesioni.

Un’indagine avviata nel 2012, a seguito di un episodio avvenuto in un locale di via Ferrari, che ha portato a sgominare una banda che, secondo la Procura del capoluogo, agiva con metodi di stampo mafioso. Un’inchiesta che si è sviluppata attraverso pedinamenti e intercettazioni, interrogatori di persone coinvolte in qualche rissa o che avevano assistito a minacce. Ma anche sentendo i titolari di pub e esercizi pubblici. Chiuso il cerchio gli arresti effettuati dalla Polizia, di quelli che per l’accusa erano i capi della banda e i loro complici.

La scorsa settimana la requisitoria del pubblico ministero Vittorio Gallucci, che ha chiesto la condanna di tutti gli imputati, con pene fino a nove anni. Quindi le arringhe difensive dei legali degli imputati per i quali si era in presenza di episodi isolati, tali da non prevedere lo stampo mafioso e neppure l’associazione. Oggi, appunto, la sentenza.

Gli avvocati difensori, soddisfatti per l’attenuazione dei reati, a partire dal venir meno dell’accusa principale, l’associazione a delinquere di stato mafioso, hanno comunque già annunciato Appello. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

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