Terremoto in Molise, il presidente dell’Ingv Doglioni: “La terra rilascia l’energia accumulata in secoli”

Terremoto in Molise, il presidente dell’Ingv Doglioni: “La terra rilascia l’energia accumulata in secoli”

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Le parole a margine del vertice che si è svolto in Prefettura a Campobasso, alla presenza del capo della Protezione civile Angelo Borrelli


CAMPOBASSO. "C'è un'area di svincolo che separa l'Appennino centrale da quello meridionale e tutto il Molise è contraddistinto nella parte occidentale dalla tettonica che caratterizza l'Appennino, estensionale di circa 2-4 millimetri l'anno".

Lo ha detto il presidente dell’Ingv Carlo Doglioni, oggi a Campobasso per partecipare al vertice in Prefettura, insieme al capo della Protezione civile Angelo Borrelli e ai vertici delle istituzioni regionali.

“Stiamo monitorando la sequenza sismica – ha aggiunto Doglioni - vogliamo capire se il numero delle repliche sta aumentando o diminuendo. Ogni terremoto ha una storia a sé e oggi non abbiamo ancora le chiavi per poter dire se la sequenza durerà dieci giorni, un mese, oppure potrà crescere di magnitudo. Stiamo studiando il fenomeno per capire come evolverà".

"Per questa sismicità a nord dell'allineamento, che continua verso le isole Tremiti e, a sud, oltre San Giuliano di Puglia – ha rimarcato ancora il presidente dell’Ingv - permette uno svincolo di movimento nella crosta che determina questi fenomeni'. Al momento sta rilasciando energia accumulata nei decenni, nei secoli scorsi. Noi stiamo cercando di capire cosa sta succedendo perché ogni terremoto ha una storia a sé".

Sono tanti i molisani preoccupati delle scosse. A loro si è rivolto Carlo Doglioni: "La prima cosa da fare è chiedersi se la propria abitazione è capace di resistere ad un terremoto importante, o no. In questa specifica zona, dove è in corso l'attuale sequenza, in passato non ci sono stati eventi sismici importanti, ma questo non significa che non ci possano essere in futuro. Strutture simili hanno dato in passato, nel 1627, il terremoto della Capitanata di 6.7. Quindi, dobbiamo essere coscienti del pericolo e, per quello che ci compete, di studiarlo. Cittadini e amministratori – ha concluso - devono essere consapevoli di vivere in un territorio sismico e, quindi, adottare tutti i possibili criteri di Protezione civile”.

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