Detenuto colpisce agente con una testata al volto, Di Giacomo: “Stavolta si è sfiorata la tragedia”

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Le dichiarazioni del segretario del Sindacato di Polizia penitenziaria, dopo il grave episodio avvenuto nel carcere di Campobasso


CAMPOBASSO. Detenuto molisano colpisce un agente di polizia penitenziaria con calci e pugni e con una testata al volto, per il segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo “ieri, nel carcere di Campobasso, si è sfiorata la tragedia”.

Un episodio imprevedibile. Sembra che il detenuto avesse chiesto degli integratori, fuori dall’orario di somministrazione. E’ bastato un no dell’assistente di sorveglianza per scatenare la furia del carcerato, che ha iniziato a colpire l’operatore. Con pugni, calci e poi con la testata in faccia. Per il poliziotto tanta paura e diverse ferite, tra cui un trauma cranico, diagnosticato dai medici dell’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso, dov’è stato trasportato con urgenza. Fortunatamente non è grave.

Altro che Molise isola felice – ha detto Di Giacomo, nella conferenza stampa tenuta davanti al penitenziario di via Cavour – prima la droga nel carcere di Campobasso e di Larino, poi questo episodio, che segue di pochi giorni quello di Arezzo, dove un detenuto ha accoltellato un agente con una lametta. Se non era per l’intervento del medico e di un altro detenuto, che hanno bloccato quest’uomo, che continuava a colpire il nostro collega, sanguinante a terra, ieri non so cosa sarebbe potuto succedere”.

Dell’accaduto Di Giacomo ha informato il capo dell’amministrazione penitenziaria. “Quello che è avvenuto non è dovuto solo alla carenza di organico, ma alla regolamentazione del sistema carcerario, che è cambiato. Il detenuto deve fare il detenuto - - ha aggiunto il sindacalista – e invece oggi pretende tutto. Il Governo deve intervenire”.

Chi subisce di più le violenze in carcere, ha affermato ancora Aldo Di Giacomo, sono gli altri detenuti, che vogliono rieducarsi e che devono essere aiutati a reinserirsi nella società, anche con un lavoro. “Oggi in carcere – ha concluso Di Giacomo si delinque quattro volte di più di quanto si delinque fuori. La situazione è esplosiva”.

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