Cinque arresti per truffa ed estorsione: nelle indagini spunta un albergo in Molise

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L’operazione svolta da Polizia e Finanza, su provvedimento del Tribunale di Alessandria. Scoperto un giro di compravendita di beni immobili di pregio


CAMPOBASSO. Un albergo in Molise, del valore di 4 milioni di euro. Un indizio spuntato nell’operazione che ha portato all’arresto di cinque italiani, tra cui un 61enne originario di Caltanissetta, ritenuto vicino a ‘Cosa Nostra’. A eseguire i provvedimenti polizia e guardia di finanza, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Alessandria. L'accusa nei loro confronti è di estorsione continuata.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno consentito di documentare il coinvolgimento degli indagati in una duplice estorsione, avvenuta a marzo scorso ai danni di due professionisti del Pavese, costretti, con violenza e minacce, a rinunciare a una parte del credito vantato nei confronti di uno degli estorsori, per consulenze tecniche prestate in precedenza.

Le indagini, anche attraverso l'ausilio della tecnologia, hanno permesso di accertare il coinvolgimento di alcuni degli arrestati in un fiorente giro di truffe, collegate alla compravendita di beni immobili di pregio. Per questo motivo, oltre ai provvedimenti restrittivi, sono state eseguite numerose perquisizioni anche nelle province di Pavia, Matera e Caltanissetta.

A far partire le indagini, rivela l’Ansa, l'aggressione, il 15 marzo scorso in un locale di Alessandria, di proprietà di un soggetto già noto alle forze dell'ordine, di uno dei 2 impresari pavesi di cui si avvalevano per le intermediazioni immobiliari, anche di alto valore: in un caso, appunto, un albergo in Molise di 4 milioni di euro. "Siamo un gruppo borderline", sosteneva uno dei 2 professionisti, dando così il nome all'operazione.

I professionisti contattavano i possibili acquirenti effettuando poi consulenze, stime ed estimi commerciali, ottenendo percentuali sulla vendita e arrivando a vantare un credito di 135mila euro. Dopo la richiesta di pagamento di una prima tranche di 65mila, le minacce e le botte. Undici le perquisizioni effettuate, nel corso delle quali è stata sequestrata ingente documentazione cartacea e informatica. Sempre legate al settore immobiliare sono anche le truffe, per centinaia di migliaia di euro, di cui vengono accusati gli indagati.

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