L’ex procuratore Albano ‘saluta’ Isernia. Bilancio attività positivo: presto novità sull’inquinamento a Venafro

L’ex procuratore Albano ‘saluta’ Isernia. Bilancio attività positivo: presto novità sull’inquinamento a Venafro

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Oggi in tribunale la conferenza stampa e la cerimonia di commiato. Ricordate le principali operazioni condotte e formulati gli auguri al successore Carlo Fucci (GUARDA IL VIDEO)


di Alessandra Decini

ISERNIA. Lascia Isernia, non senza un pizzico di rammarico e commozione, e nel salutare la comunità traccia un bilancio dell’attività svolta in oltre otto anni di servizio nel capoluogo pentro, dall’aprile 2010 ad oggi.

Si tratta dell’ex procuratore capo Paolo Albano, titolare di numerose inchieste sul territorio, anche di rilevanza nazionale.

albano con di giacomo e fucci“Tante sono le operazioni condotte – ha esordito nel suo breve incontro con la stampa prima della cerimonia ufficiale di commiato, accompagnato dal suo braccio destro il funzionario Gianfranco Di Filippo - Dopo due giorni dal mio insediamento ci fu la vicenda dell’esplosione della casa a Pesche, ma non posso non rimarcare l’operazione Alta Moda, sulla bancarotta Ittierre per 60 milioni di euro.
Ma le prevalenti attività hanno riguardato la lotta allo spaccio, con l’ausilio di carabinieri e polizia, e la lotta al fenomeno dell’usura.
Altro campo d’azione – ancora Albano – è stato quello dei reati ambientali e, ultimamente, ci siamo occupati in maniera più approfondita dell’inquinamento nella piana di Venafro, dopo l’avvio degli scavi seguiti alle dichiarazioni del pentito Schiavone”.

Di qui la novità: “L’indagine è ancora in corso – annuncia l’ex procuratore di Isernia – Abbiamo affidato, in riscontro ad un esposto del sindaco di Venafro e delle Mamme per la salute, una consulenza tecnica ad una ditta specializzata di Pomezia. Questa effettuerà importanti rilievi sulla qualità dell’aria e dell’acqua e a breve giungeranno i risultati”.

Poi un nuovo focus sulle indagini portate avanti. “Ricordo ancora – ha aggiunto – l’atroce omicidio commesso dall’infermiera all’ospedale Santissimo Rosario, assicurata alla giustizia. E cito ancora l’operazione del Nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio che ha portato al recupero di beni di grande valore e pure la restituzione della statua di San Michele Arcangelo alla comunità di Monteroduni. Infine, ma non da ultimo, ricordo l’indagine sui maltrattamenti alla casa di riposo, per la quale ho ricevuto una chiamata dal Ministro per la Salute che ha voluto complimentarsi per il lavoro svolto”.

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