Fioccano i decreti ingiuntivi: la Regione costretta a pagare pure 'Il Sole 24 Ore'

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Il contratto stipulato dall'Agenzia regionale per la Protezione Civile (che non esiste più)  due giorni dopo le elezioni del 2013 per la fornitura di banche dati giuridiche e fiscali. Non onorato nei tempi 'per difficoltà economiche' ma sembrerebbe ci siano altri decreti ingiuntivi conseguenti ad impegni presi in quel periodo


CAMPOBASSO. E’ solo uno dei parecchi pagamenti non onorati che vengono sollecitati, nei modi di legge, alla Regione Molise. Anche se si tratta di richieste che avrebbero come destinataria la ‘defunta’ Arpc (Agenzia regionale di Protezione Civile) che, nel 2015, ha lasciato il campo all’Arps (Agenzia per la ricostruzione post sisma), una struttura di scopo che terminerà di esistere quando avrà raggiunto l’obiettivo. Che, a dire il vero, è già fissato. Il termine ultimo per completare la ricostruzione post sisma del Molise (salvo proroghe) è il 31 dicembre 2018.

La determinazione dirigenziale è fresca fresca, per questo ‘incuriosisce’: il 26 ottobre la Regione Molise - Dipartimento per il governo del territorio, Servizio di Protezione Civile - ha chiuso una questione che andava avanti da un po’ di anni con ‘Il Sole 24 Ore’, società alla quale, il 27 febbraio 2013, era stata affidata la fornitura delle banche dati giuridiche e fiscali. Contratto stipulato due giorni dopo le elezioni regionali che, a seguito dell’annullamento delle precedenti, portarono alla vittoria del centrosinistra. La Regione, qualche giorno fa, ha quindi dato mandato di pagare 8mila 322 euro e qualche spicciolo a ‘Il Sole 24 Ore’, chiudendo così definitivamente il caso (l'importo iniziale era di 2140 euro pià Iva).

Ma, stando alle indiscrezioni, non sarebbe l’unico decreto ingiuntivo arrivato nella sede di Via Genova riguardante la ‘vecchia’ Arpc. Certo, si tratterebbe di contratti datati, che fanno riferimento al 2012, anno in cui l’Agenzia fu istituita con legge regionale. Oltre una decina quelli recapitati negli ultimi sei mesi, molti altri invece – sempre stando alle indiscrezioni – oggetto di atti di pignoramento.

Ci sarebbero, tra i fornitori che a quanto è dato sapere avrebbero fatto ricorso alle vie giudiziarie, la società Telespazio che per la cifra di 92mila euro circa ha avuto, in affidamento, il collegamento tra la sala “Situazione Italia”, la Protezione Civile e le sale operative regionali. Una convenzione siglata nel 2007, per cinque anni, che non sarebbe stata onorata per le ultime 5 rate.

Oppure, la DHI Italia che avanzerebbe circa 33mila euro dalla ‘defunta’ Arpc per i lavori di potenziamento della piattaforma modellistica idrogeologica e idraulica. Oppure una famiglia di Campobasso, proprietaria del terreno utilizzato dall’Arpc per il deposito di alcuni mezzi e attrezzature, che avanzerebbe alcune mensilità arretrate di affitto.

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