Campobasso, la Cattedrale ‘ferita’: un colpo al cuore della città

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Questa mattina il Vescovo, monsignor Bregantini, ha spiegato il motivo della repentina chiusura dell’edificio di culto. Si dovrà rifare il tetto, intanto si lavora alla messa in sicurezza


CAMPOBASSO. Danni ingenti al tetto che ne compromettono la stabilità e mettono a rischio i fedeli. Motivo per il quale la Cattedrale di Campobasso è stata chiusa con estrema urgenza ma solo per le liturgie: i servizi della parrocchia sono comunque tutti attivi.

Una ferita al cuore della città, come è stato evidenziato durante l’incontro con la stampa teso a chiarire le motivazioni della repentina chiusura dell’edificio di culto. Il Vescovo Bregantini, il parroco don Michele Tartaglia, il sindaco Battista e l’ingegnere che ha verificato la gravità dei danni hanno spiegato cosa è accaduto e la tempistica dei lavori che saranno difficili anche logisticamente.

conferenza cattedrale 30 novembre 2018

Si dovrà procedere come si è fatto per la Basilica di Collemaggio: ora messa in sicurezza, in vista dell’inverno e quindi per non aggravare la situazione. Poi il tetto sarà smantellato e ne sarà installato uno provvisorio che proteggerà la cattedrale fino a quando non sarà realizzato quello definitivo.

Provvidenziale la segnalazione della ditta che sta lavorando nell’edificio accanto alla Cattedrale, che ha notato di colpo uno strano avvallamento fra le tegole. Il vento forte delle scorse settimane potrebbe essere la causa del problema che ha coinvolto le antiche capriate in legno che sorreggono il tetto e che si sono abbassate di 12 centimetri. Danni invisibili ad occhio nudo poiché nascosti dal soffitto decorato in legno.

La pressione delle fortissime folate potrebbe aver creato quel pericoloso abbassamento.

Di fatto, l’occhio esperto di quegli operai ha immediatamente messo a fuoco quello che poi si è rivelato il problema che poi si è paventato una volta ispezionato il sottotetto: le antiche capriate sulle quali poggia il tetto sono ormai di legno marcio, e quindi non possono reggere più. 

Un problema grave poiché richiederà la sostituzione delle capriate con strutture simili ma in ferro , quindi resistenti nel tempo. Ma per procedere occorre smantellare il tetto. E non potendo lasciare la Cattedrale ‘aperta’, bisognerà realizzare una copertura temporanea che sarà via via smantellata.

Il Vescovo Bregantini ha voluto rimarcare il tempismo con il quale ci si è mossi: immediatamente è stata avvisata la Sovrintendenza la quale ha attivato il Ministero per i Beni Culturali. Richiesto, quindi, anche l’intervento della Cei  per ottenere dei fondi ai quali, si spera, potranno aggiungersi quelli delle Istituzioni (Regione, Provincia e Comune) e dei privati che vorranno ‘collaborare’.

Il sindaco Antonio Battista ha espresso la preoccupazione per la chiusura della Cattedrale, per i tempi che si annunciano lunghi e nel contempo la vicinanza dell’Istituzione e della città, ringraziando chi ha notato il danno e subito ha allertato la Curia, non girandosi dall’altra parte. “Faremo di tutto per esservi vicini, non so ancora in che termini” ha detto al Vescovo.

Tutte le funzioni e le attività liturgiche sono spostate nella chiesa di Santa Maria della Croce, un gioiello ma in effetti di dimensioni ridotte di circa due terzi rispetto alla Cattedrale. Invece i servizi della parrocchia continueranno ad essere erogati in Cattedrale visto che le transenne interne hanno di fatto interdetto la parte centrale della chiesa lasciando liberi i corridoi laterali che portano sia alla sagrestia (dove continueranno le confessioni) sia all’ala laterale dove si riuniscono gli scout e si tengono le catechesi.

Visto la situazione, si procederà dopo i lavori di ripristino del tetto anche al restauro dei due dipinti del Trivisonno che cominciano a manifestare i segni del tempo: ‘L’Ultima Cena’ e ‘La moltiplicazione dei pani e dei pesci’ sono molto danneggiati e i lavori in Cattedrale potrebbero aggravare la situazione. Quindi i restauri partiranno subito dopo le opere di realizzazione del tetto.

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