Omicidio Basile, il fratello del ginecologo: chiedo giustizia e l’interessamento della diplomazia italiana

Omicidio Basile, il fratello del ginecologo: chiedo giustizia e l’interessamento della diplomazia italiana

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Ancora particolari sull’efferata morte del medico 61enne. Il Comitato Molise Pro-Venezuela e l’associazione ‘Giuseppe Tedeschi’ chiedono ai Sindaci di verificare quante istanze di riconoscimento della cittadinanza italiana siano arrivate all'attenzione dei Comuni molisani in questi mesi


CAMPOBASSO. Si vive in costante pericolo di venire uccisi, nei modi più brutali, pur di arraffare qualsiasi cosa di prezioso serva per sopravvivere.

Racconta l’inferno la storia del ginecologo 61enne Armando Basile, la cui famiglia partì da San Martino in Pensilis per cercare fortuna in Venezuela. Lo stesso posto dove, qualche giorno fa, ha trovato una morte orribile. Vittima della ferocia di due criminali che lo hanno picchiato, legato e ucciso con un cappuccio in testa per rubare quanto di prezioso aveva in casa.

Un buco nel muro, forse pensando che non ci fosse nessuno in casa. Poi l’arrivo del dottore, svegliato sicuramente dai rumori. E quindi la ferocia.

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Altre volte quella villetta nel quartiere di Bella Vista a Maracaibo era stata puntata dai ladri, sei volte dicono le cronache locali. La polizia ritiene che l’omicidio sia stato pianificato con freddezza, forse da tempo i due malviventi (che sarebbero stati identificati) provavano ad entrare nella casa del ginecologo. Gli avevano avvelenato anche i cani. Quando nella notte i vicini hanno sentito i rumori provenire dalla casa del dottor Basile Ferrer hanno avvisato i fratelli che si sono precipitati in quella strada che una volta doveva essere in un quartiere residenziale. E hanno trovato l’uomo legato e ormai privo di vita nella sua camera da letto.

Molto amato dalla comunità, questo raccontano i cronisti locali nel dare la notizia della sua morte. Amato e rispettato perché aiutava le persone in difficoltà. Sempre secondo la stampa locale, i due criminali sono stati identificati e indagati grazie alle prove raccolte sul luogo dell’omicidio. Si sospetta che siano gli autori di altri crimini ugualmente efferati. Chi vive a Bella Vista dice che quella zona è bersaglio costante dei delinquenti. C’è poca illuminazione lungo le strade, la polizia non pattuglia spesso l’area e questi due fattori, insieme, diventano combinazioni perfette per i maleintenzionati.


Il dottor Basile Ferrer è la seconda vittima dell’ultimo trimestre dell’anno, prima di lui una pediatra – ad ottobre – era stata uccisa con le identiche modalità.

Ma è anche il quarto molisano di origini che viene barbaramente assassinato in Venezuela nel corso di altrettanti tentativi di rapina. E il fratello Edoardo chiede aiuto all'Italia.

E' un ingegnere, vive anche lui a Maracaibo e ha inviato una lettera al rappresentante del Venezuela nel Consiglio generale degli Italiani all’estero per rappresentare la difficile situazione che li ha travolti, chiedendo che si faccia luce sull’omicidio, anche attraverso un interessamento della diplomazia italiana.

L'APPELLO DEL COMITATO PRO VENEZUELA E DELL'ASSOCIAZIONE 'GIUSEPPE TEDESCHI'. I volontari dell’Associazione ‘Giuseppe Tedeschi’ e del Comitato Molise Pro-Venezuela si rivolgono ai Sindaci molisani perché attraverso l’Anci, si abbia contezza del numero degli italo-venezuelani iscritti nei registri dei residenti all’estero. Si chiede ai primi cittadini di “verificare per le vie brevi il numero degli oriundi, di accertare presso i propri uffici comunali quante istanze per il riconoscimento della cittadinanza italiana sono arrivate dal Venezuela, quante famiglie o persone sono già rientrate dal Venezuela negli ultimi 24 - 36 mesi e quali sono le loro esigenze, si sollecitino le Prefetture di Isernia e Campobasso per mobilitare il Governo ed il Parlamento Italiano sull’emergenza umanitaria in Venezuela proponendo alle Province o alla Regione di convocare delle riunioni periodiche con la Questura, il Provveditorato agli Studi, l’Asrem, l’Inps, i patronati presenti in Venezuela, le Caritas, la Motorizzazione Civile, gli Enti per le case popolari, gli Ambiti Territoriali di Zona ed i Centri per l’Impiego per individuare misure tese all’accoglienza delle famiglie tornate o in via di rientro dal Venezuela”.

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