Inquinamento a Venafro, Tedeschi: “Inceneritore di Pozzili fuori da lista degli impianti strategici”

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La richiesta contenuta in un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i consiglieri regionali di maggioranza. Appello ai parlamentari molisani e al M5s a supportare la richiesta, anche con un pressing sul ministro dell’Ambiente Costa


CAMPOBASSO. Inquinamento nella piana di Venafro, il consigliere regionale Antonio Tedeschi ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale, sottoscritto da tutti i consiglieri di maggioranza, avente ad oggetto l’esclusione della centrale termoelettrica di Pozzilli, ‘Herambiente’, dall’elenco degli impianti strategici di preminente interesse nazionale, come previsto dal cosiddetto ‘Sblocca Italia’ del 2014, che autorizzava tutti gli inceneritori ad operare al massimo delle loro potenzialità.

“Come evidenziato anche dal ‘Priamo’, il Piano regionale integrato per la qualità dell’aria Molise, licenziato il 13 dicembre 2018 dalla III Commissione consiliare e di cui sono stato relatore – ha chiarito Tedeschi - il territorio della Piana di Venafro presenta particolari criticità sotto il profilo dell’inquinamento. E, come se non bastasse, nella stessa area insistono altri due stabilimenti particolarmente impattanti, quali il cementificio di Sesto Campano e il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio. L’impianto Herambiente, unico inceneritore molisano inserito nell’elenco dello Sblocca Italia dai dati in nostro possesso, brucia solo in minima parte i rifiuti provenienti dalla nostra regione”. Da qui il coinvolgimento di Consiglio e Esecutivo regionale.

L'ordine del giorno impegna il governatore e la Giunta regionale a compiere tutti i passi necessari presso i Ministeri competenti, per l’esclusione di Herambiente dall’elenco degli impianti strategici di preminente interesse nazionale. “Mi aspetto massima collaborazione da parte dei parlamentari molisani tutti – ha concluso Tedeschi - in particolare dai portavoce del M5s, che da sempre affermano di essere sensibili a questa tematica e che hanno maggiore margine di manovra nei confronti del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, espressione del loro movimento”.

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