Pistola in faccia al detenuto, Di Giacomo sbotta: quanto buonismo, si confondono vittime e carnefici

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Il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria commenta le dichiarazioni del capo del Dap, Franco Basentini, e del Garante per i diritti del detenuto. “Filmato solo parziale, cittadini riflettete!”


CAMPOBASSO. Buonismo a senso unico, naturalmente dalla parte del detenuto. “Tutti restano in silenzio e nessuno difende l’agente di polizia penitenziaria di Campobasso. E’ una vergogna”.

Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria ( Spp), torna sulla vicenda che ha sconvolto la città, ha provocato le reazioni dell’associazione Antigone, dei Radicali del Molise e del Garante per i detenuti, Leontina Lanciano.

La storia del detenuto che ha tentato l’evasione dal carcere di Campobasso l’altro ieri all’ora di pranzo in pieno centro cittadino (deserto solo perché quella strada è interdetta al traffico da quasi una settimana), prontamente riacciuffato dagli agenti, uno dei quali ha caricato la pistola d’ordinanza e gliel’ha puntata in faccia (dopo averlo schiaffeggiato e preso a calci) è diventata un caso politico.

aldo di giacomo

Il primo a prendere posizione è stato il capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, quel Franco Basentini contro il quale già ieri – nel corso della conferenza stampa – si era scagliato Di Giacomo (nella foto, ndr).

L’ex magistrato ora a capo del Dipartimento ha affermato, nelle ore immediatamente successive alla diffusione virale del video- che mostra, come è noto, quel momento specifico nel quale l’agente punta l’arma contro il detenuto tra le urla del collega che gli intima di fermarsi - che avrebbe approfondito l’episodio e preso provvedimenti.

Aldo Di Giacomo ribadisce: "Il filmato che gira in rete è solo parziale e non dà un quadro completo ed esauriente dei fatti. Noi, in quanto sindacato di Polizia Penitenziaria, difenderemo l’agente e ci opporremo contro ogni provvedimento, già annunciato, di punizione, chiedendo alla politica, alle istituzioni e ai cittadini di riflettere, senza lasciarsi prendere dall’emotività di immagini, ripeto parziali. Voglio ricordare in proposito al capo del DAP Basentini come alla Garante regionale dei diritti della persona in Molise, Lanciano, che hanno parlato di ‘diritto di tutela del detenuto’ che esiste un diritto alla tutela di quanti indossano la divisa e servono lo Stato in condizioni di lavoro segnate da stress e grave insicurezza. E’ da tempo – dice ancora Di Giacomo – che denunciamo la confusione diffusa nel nostro Paese tra vittime e carnefici. Questo di Campobasso è un esempio”.

La probabilità – scongiurata - che in quei concitati momenti potesse accadere qualcosa è oggetto di una ulteriore riflessione.

Se il detenuto avesse aggredito (come ha fatto con una stampella contro l’agente) un bambino, una donna o un anziano, oppure fosse riuscito realmente a fuggire creando ulteriore pericolo pubblico, quale sarebbe stata la reazione? Ripeto – afferma il segretario del S.PP. – nessuna volontà di affermare che agli agenti di polizia penitenziaria come agli altri appartenenti alle forze dell’ordine sia consentito di tutto ma attenzione a sostenere esattamente il contrario sino a giustificare l’attuale situazione di emergenza sicurezza che si registra nel carcere e fuori.

Gli effetti del ‘buonismo’ imperante sono sotto gli occhi di tutti con le continue aggressioni ad agenti, le rivolte dei detenuti, i boss mafiosi che diffondono pizzini’ dalle celle, i centri accoglienza per immigrati diventati covi della mafia nigeriana.

Il nostro impegno – conclude Di Giacomo – è dalla parte di tutte le vittime di questa situazione, siano essi appartenenti alle forze dell’ordine, cittadini costretti a sparare i ladri in casa, donne che subiscono violenza, pensionati scippati all’uscita dell’ufficio postale o della banca”.

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