Isernia, canoni idrici non pagati: parte la battaglia legale della Provincia

Isernia, canoni idrici non pagati: parte la battaglia legale della Provincia

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L’ente ha conferito l’incarico per presentare istanza al Tribunale delle Acque con l’obiettivo di recuperare 46mila euro dovuti in base alla ripartizione delle quote previste dalla convezione con la centrale di Presenzano



ISERNIA. Si chiamano canoni rivieraschi e sono quelli che l’Enel, in qualità di gestore della centrale idroelettrica di Presenzano, deve corrispondere ai Comuni compresi tra il punto di presa e il punto di restituzione dell’impianto e alle rispettive Province interessate. Nel caso specifico tali canoni spettano anche al Comune di Sesto Campano e all’ente di via Berta.

Quote mai pagate e per questo con apposito decreto presidenziale, firmato da Lorenzo Coia, la Provincia ha conferito apposito incarico legale con l’obiettivo di recuperare le somme che ammontano – come si apprende dall’atto – a circa 46mila euro “di cui 38.153, 20 per maggiori sovracanoni per il pompaggio non corrisposti dall’anno 2010 e 7.942,82 per sovracanoni dovuti per l’impianto di caduta”.

Un’azione che si rende necessaria, in quanto la riscossione è obbligatoria e dovuta, in base alla normativa vigente, pena un danno per lo stesso ente. Da qui la necessità di conferire apposito incarico ad uno studio legale di Campobasso “per la proposizione – si legge ancora nel decreto presidenziale – di un atto di intervento davanti al Tribunale delle Acque Pubbliche di Napoli, nell’ambito del procedimento promosso dal Comune di Sesto di Campano nel 2016”.

Un incarico che non comporta alcun onere per la Provincia, in quanto come previsto nel disciplinare, il compenso per i professionisti è determinato “nella misura del 10 per cento relativa a quanto effettivamente recuperato e incassato dall’ente”.

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