Truffe agli anziani, 4 arresti: avevano colpito anche in Molise

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Si tratta di tre uomini e una donna, quest’ultima finita ai domiciliari, che in provincia di Campobasso e Isernia avevano eseguito la truffa del pacco e il cosiddetto ‘raggiro dell’avvocato’. Disposti anche due obblighi di dimora. L’operazione dei carabinieri di Caserta



CAMPOBASSO. Truffavano gli anziani, per estorcere denaro con sistemi collaudati: dalla truffa del pacco al cosiddetto ‘raggiro dell’avvocato’. I Carabinieri di Caserta, hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e hanno arrestato 4 persone.

Tre uomini sono finiti in carcere, per l’unica donna del gruppo sono stati disposti i domiciliari. Mentre in 2 hanno avuto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. L’accusa è di associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di una pluralità di truffe ai danni di soggetti anziani.

Le indagini si sono concentrate su 17 episodi specifici di truffe, consumate o tentate sempre ai danni di anziani, nei territori delle provincie di Campobasso, Isernia, Caserta, Napoli, Salerno e Potenza. Agli indagati è stata inoltre sequestrata la somma di 25.500 euro.

Le indagini sono state avviate a fine 2017, a fronte del fenomeno delle truffe ai danni di anziani. Dalle indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è emersa la ‘stabile e articolata struttura organizzativa’ di due distinte associazioni per delinquere, entrambe dedite alla commissione di truffe con distinti modus operandi.

Il primo gruppo è composto da 3 dei destinatari della misura della custodia in carcere, 2 dei quali si occupavano d'individuare il comune dove operare, selezionare le vittime, fornire gli apparecchi telefonici e i veicoli utilizzati per commettere le truffe, mentre il terzo complice era invece l'esecutore materiale delle truffe.

Quest'ultimo si presentava nelle abitazioni delle vittime simulando di essere un collaboratore di uno studio legale, convincendo la vittima della necessità di corrispondere urgentemente a un avvocato una somma di denaro, al fine di poter incassare un assegno di risarcimento danni.

Il secondo gruppo preferiva invece il raggiro della cosiddetta ‘truffa del pacco’. La vittima la vittima veniva contattata da una persona che si spacciava per il figlio o per il nipote, che chiedeva di pagare un corriere che di lì a poco sarebbe venuto per consegnare un pacco urgente, di solito contenente calzini o bagnoschiuma. Le vittime, nella maggior parte dei casi, non denunciavano per vergogna.

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