Commercio in crisi: nei centri storici di Campobasso e Isernia chiusi 46 negozi in dieci anni

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I dati sono stati diffusi dalla Confcommercio. Il direttore Tartaglia: Sono necessari interventi che guardino alla defiscalizzazione delle nuove attività, che contribuiscono al decoro urbano e alla tenuta del verde pubblico, con misure come il credito d’imposta e la riduzione delle tasse comunali



CAMPOBASSO/ISERNIA. La crisi economica e il lavoro che non c’è: sono solo alcuni dei fattori che hanno inciso in maniera negativa sul commercio in Molise. I dati relativi all’andamento del settore sono stati messi nero su bianco dalla Confcommercio che da anni opera a favore della qualità di vita nei centri urbani nella consapevolezza che un’economia florida si sviluppa solo se il contesto è adeguato e accogliente.

Questi i principali temi che sono stati al centro di un'analisi dell'Ufficio Studi realizzata su 120 città (tutti i capoluoghi di provincia più 10 comuni di media dimensione). I centri storici perdono il 13% dei negozi in sede fissa nel periodo 2008-18, -14% al sud con divario di 4 punti percentuali rispetto al centro-nord. Rispetto alle periferie il divario è di circa il 3%.

In Molise a Campobasso dal 2008 al 2018 si è registrato un saldo negativo pari a 32 imprese commerciali nel centro storico, compensate solo in parte dall’apertura di 18 nuove attività nel settore alberghi–bar–ristoranti. In saldo negativo le attività commerciali di Isernia: chiusi 30 esercizi nell’intera città, di cui 14 nel centro storico negli ultimi dieci anni, a fronte di un saldo positivo totale nel settore alberghi – bar – ristoranti pari ad altrettante nuove imprese.

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