Droga, rapine e soldi facili: primi interrogatori. 'Pensa' sceglie il silenzio, Maselli risponde al gip

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Il 19enne, assistito dall’avvocato di fiducia Giuseppe Fazio, ha fornito ulteriori elementi utili a chiarire la vicenda della rapina commessa nella notte fra il  22 e il 23 gennaio, ammessa due giorni dopo sia davanti al Procuratore sia dai Carabinieri. Ascoltato oggi anche il terzo giovane ai domiciliari, alla presenza del legale Maria Assunta Baranello


CAMPOBASSO. Silenzio da un lato, disponibilità a collaborare dall’altro. Tre posizioni diverse, all’interno di uno stesso castello accusatorio quelle rappresentate dai tre ragazzi molisani finiti nell’operazione ‘Pensa’ portata a termine venerdì scorso con un blitz congiunto di Carabinieri e Polizia che ha ‘spedito’ in carcere due giovani del capoluogo, Michele Di Bartolomeo, 25 anni, conosciuto come ‘Pensa’ e Andrea Maselli, 19 anni. Ai domiciliari, invece, C.A., 21 anni, di un paesino dell’hinterland.

Sono loro i tre ragazzi che oggi hanno affrontato il primo interrogatorio di garanzia. In carcere per ‘Pensa’ e Maselli, in Procura per il 21enne ristretto ai domiciliari.

L’unico molisano per il quale non si sono aperte le porte del carcere di via Cavour è difeso dall’avvocato Maria Assunta Baranello e, a quanto è stato possibile apprendere, ha risposto alle domande del gip, chiarendo la propria posizione rispetto alle contestazioni contenute nell’ordinanza.

Michele Di Bartolomeo, figura centrale dell’intera operazione coordinata dalla Procura di Campobasso, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una decisione motivata dalla necessità, chiaramente esplicitata dal suo legale, l’avvocato Silvio Tolesino, di poter avere contezza dell’intero fascicolo che riguarda il giovane writer campobassano.

Andrea Maselli, 19 anni di Campobasso, è invece è difeso dall’avvocato Giuseppe Fazio (nella foto, ndr) che oggi stesso ha già avanzato istanza per una misura meno afflittiva a carico del suo cliente. Maselli ha risposto alle domande del gip, nel corso dell’interrogatorio al quale ha partecipato anche il sostituto procuratore Schioppi.

fazio

Ha fornito ulteriori elementi utili a chiarire la propria posizione, chiarimenti che servono a ricostruire quanto contenuto nell’ordinanza di custodia” spiega l’avvocato Giuseppe Fazio raggiunto al telefono in serata.

Una disponibilità a chiarire i fatti, quella mostrata da Maselli e dall'avvocato Fazio,  utile anche a specificare le motivazioni che hanno portato, il 25 gennaio scorso,  il 19enne prima in Procura e poi dai Carabinieri.

Una data rilevante sotto il profilo temporale: nella notte tra il 22 e il 23 gennaio, infatti, in via Monte Santo a Campobasso si consuma la rapina ai danni di una donna che chiama il 112. Quella rapina porta la firma di Michele Di Bartolomeo ma anche quella di Andrea Maselli che, però, dopo qualche ora di riflessione, avvisa il suo legale di aver fatto ‘una fesseria’. Insieme, quindi, il 25 gennaio vanno in Procura e poi dai Carabinieri.

Una sola rapina, quella alla quale avrebbe partecipato il 19enne che ha una personalità davvero diversa da quella, da leader o capo, del writer Pensa al quale, come si legge nell’ordinanza, “non si poteva dire di no”.

La paura di poter finire nel mirino del Di Bartolomeo, che più volte avrebbe avuto atteggiamenti assai violenti contro chi non rispettava le ‘sue regole’, forse la ragione per la quale Andrea Maselli, quella notte, partecipò alla rapina confessata poi solo 48 ore dopo.

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