Botte e violenze sulla moglie: lei racconta tutto ai parenti che denunciano l’uomo ai Carabinieri

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Il marito violento allontanato dall’abitazione, non potrà avvicinarsi né alla casa né ai luoghi che la donna frequenta. I militari di Petrella Tifernina hanno dato esecuzione ad una misura cautelare personale disposta dal Gip su richiesta della Procura di Campobasso, guidata da Nicola D'Angelo


CAMPOBASSO. Botte, tante botte. Violenze fisiche e psicologiche, una spirale di paura e di sudditanza quella che ha inghiottito una donna il cui incubo ha un volto familiare. Quello del marito.

Ieri i Carabinieri della Stazione di Petrella Tifernina lo dato esecuzione ad una misura cautelare personale disposta dal gip del Tribunale di Campobasso su richiesta del procuratore Nicola D'Angelo.

L’uomo, che avrebbe dovuto essere l’altra metà di un amore, non potrà avvicinarsi alla moglie, all’abitazione dove fino a ieri si sono consumate – purtroppo in silenzio – le violenze e le vessazioni né ai luoghi che lei frequenta.

Minacce, aggressioni, offese e parole pesanti che, forse, le hanno fatto male tanto quanto le botte. Tanto, troppo dolore – fisico e psicologico –, mortificazioni continue e quotidiane dal maggio scorso che ha sopportato in silenzio, nel terrore. Poi un giorno si è lasciata finalmente andare, ha raccontato ad alcuni parenti e ai conoscenti quello che doveva subire fra le mura di casa. Persone coraggiose che non sono rimaste in silenzio, che non hanno voltato lo sguardo dall’altra parte ma che sono andate immediatamente dai Carabinieri a raccontare la situazione di disagio che viveva quella donna, il cui unico errore è stato quello di sposare l’uomo sbagliato.

E così si è avviata l’indagine che ha consentito di verificare i maltrattamenti in famiglia, a danno del coniuge, reato contestato all’uomo dalla Procura di Campobasso.

Atti ignobili, che rappresentano la ‘porta’ dell’inferno e che, se non denunciati e fermati in tempo, potrebbero anche diventare l’anticamera della morte.

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