Furto dell’oro della Madonna: a Isernia si è aperto il processo per i tre giovani campani

Furto dell’oro della Madonna: a Isernia si è aperto il processo per i tre giovani campani

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Prima udienza dibattimentale questa mattina per il caso della sparizione dei preziosi. Il Comune di Roccasicura ha chiesto di costituirsi parte civile. Tra i testimoni dell’accusa anche l’ex parroco don Agostino Lauriola, già condannato lo scorso mese di dicembre


ISERNIA. Prima udienza dibattimentale in tribunale a Isernia per il processo a carico di tre giovani campani accusati del furto dell’oro della Madonna di Vallisbona, trafugato qualche anno fa a Roccasicura.

statua madonna di vallisbonaGennaro Carbisiero di 24 anni, Alfonso Carbisiero di 22 anni e Mario Donadio di 23 anni hanno scelto di essere giudicati senza fare richiesta di rito alternativo. Questa mattina i tre imputati di Succivo, centro della provincia di Caserta, non erano presenti in aula.

Sempre questa mattina il Comune di Roccasicura, assistito dall’avvocato Fabio Milano, che è anche il sindaco del paese, ha chiesto formalmente al giudice Martina Guenzi di essere parte civile nel processo. 

L’udienza è stata aggiornata e si tornerà in aula a fine maggio. Tra i testimoni dell’accusa figura anche l’ex parroco don Agostino Lauriola, già condannato lo scorso mese di dicembre a due anni per favoreggiamento personale e appropriazione indebita.

Un caso, quello della sparizione dell’oro, che ha creato profonda indignazione a Roccasicura. Tutto cominciò a settembre del 2016, quando in occasione delle celebrazioni in onore della Madonna di Vallisbona, i fedeli accorsi nel santuario notarono che la statua non era addobbata come al solito. Mancava l’oro, e ne mancava parecchio. Per questo l’episodio venne segnalato ai carabinieri che avviarono le indagini del caso.

Al contempo si procedette a fare una stima dell’oro sparito. Impresa non facile, visto che no a una quarantina di anni fa, subito dopo la festa religiosa con l’esposizione dell’oro, veniva fatta la cosiddetta ‘pesa’ dei preziosi. La lista veniva firmata dal parroco, dal sindaco e dal presidente del comitato festa. Una procedura che con il tempo si è perduta e per questo è stato più complesso quantificare l’ammanco che, comunque dovrebbe ammontare a oltre 100mila euro.
Gli elementi raccolti dagli investigatori dell’Arma hanno consentito di chiedere e ottenere il processo per i tre giovani campani, tutti accusati di furto e favoreggiamento.

Deb.Div.

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