Giustizia tributaria, luci e tante ombre. Il presidente Moscato inaugura l’anno giudiziario

Giustizia tributaria, luci e tante ombre. Il presidente Moscato inaugura l’anno giudiziario

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Un anno difficile sotto il profilo socioeconomico, la percezione che le tasse siano una vessazione e le mille leggi che consentono di aggirare la norma, carenze di organico e di strumentazioni. Ma l’infedeltà fiscale è legata alla percezione dell’elevato spreco di risorse pubbliche


CAMPOBASSO. Giustizia tributaria in Molise, il presidente della Commissione Tributaria regionale per il Molise, Francesco Saverio Moscato, ha aperto l’anno giudiziario con la consueta relazione che ‘cristallizza’ la situazione. Luci e ombre, spunti polemici “originati dalla frustrazione derivante dalla constatazione che ostacoli, disagi e difficoltà non hanno consentito a noi giudici di corrispondere alla domanda di giustizia in maniera ancor più efficace e tempestiva” ha rimarcato a conclusione del suo intervento il presidente Moscato che ha dato conto dell’attività svolta nell’anno 2018, dei risultati e dell’impegno profuso da tutti per assicurare la funzionalità di questa branca della giurisdizione ma senza alcun intento autocelebrativo.

“Un anno difficile sotto il profilo socio-economico, dopo anni in cui si erano registrati timidi segnali di ripresa dell’economia, modesti rispetto a quelli di altri paesi europei: si è ripiombati nella grave crisi che ha caratterizzato l’ultimo decennio come certificato dagli impietosi dati economici che hanno indotto gli economisti a parlare di recessione tecnica. In tali condizioni – ha ammesso - il prelievo fiscale rischia di essere avvertito come imposizione vessatoria e il ricorso al giudice tributario come ultima speranza di realizzazione di un sistema di prelievo forzoso ma equo e coerente con i dettami costituzionali”.

Debito pubblico enorme, che non accenna a diminuire anche per la “notoria e diffusa infedeltà fiscale che non ha eguali tra i paesi industrializzati, il tutto aggravato da un livello di tassazione nazionale e locale sempre più elevato a fronte di servizi pubblici considerati insoddisfacenti”.

E c’è una spiegazione a questa ‘infedeltà fiscale’ sottolineata dal presidente Moscato: è direttamente proporzionale alla percezione dell’elevato spreco di risorse pubbliche. “E’ fondamentale quindi ridurre gli sprechi per togliere qualsiasi alibi all’evasione che deve essere contrastata in maniera intransigente” dice ancora. Chiamata a svolgere un ruolo delicato e importantissimo, la Giustizia Tributaria però è caratterizzata da una miriade di norme di dubbia interpretazione che a loro volta favoriscono pratiche elusive o evasive “da parte di contribuenti disonesti e furbi”. Per questo, sottolinea ancora, “è necessaria una profonda revisione del sistema fiscale che però non deve limitarsi a scopiazzare modelli stranieri di difficile attuazione nel nostro ordinamento giuridico come è avvenuto per la riforma del codice di procedura penale”.

Due sole sezioni, cronica mancanza di giudici (al momento sono 14 di cui solo 4 in organico mentre altri 6 sono stati applicati in via temporanea e non esclusiva fino alla fine del mese in corso). Oltre 500 gli appelli depositati e 798 le controversie con l’abbattimento del 18% della pendenza che si è ridotta a 1288 appelli a fronte dei 1568 dell’anno precedente.

Modesto il numero di appelli presentati per via telematica che, come ha rimarcato con forza il presidente Moscato, “necessita di formazione, dotazioni tecnologiche e di assistenza tecnica che è di fondamentale importanza”.

I risultati lusinghieri dell’attività delle Commissioni Tributarie (a Campobasso 1163 ricorsi per 417 giudizi ancora pendenti, ad Isernia 330 ricorsi con 280 giudizi pendenti) vanno ascritti al personale di magistratura e a quello amministrativo che dimostrano come, nonostante le carenze di organico, siano impegnate per svolgere tutte le funzioni che gli sono assegnate. “Il sistema dei concorsi si è rivelato troppo lento – ha ulteriormente ribadito Moscato – quello delle applicazioni da altre Commissioni non sembra poter supplire da solo alle conclamate deficienze: occorre affrontare una volta per tutte il problema della creazione di una magistratura tributaria professionale che viene vissuta come una ‘giustizia secondaria’: una percezione ingenerosa e penalizzante se si considera il ruolo sempre più determinante che la stessa ha finito per assumere nella lotta all’evasione fiscale”.

Non solo carenza di personale ma anche assenza di una sede dignitosa: la Commissione regionale e quella provinciale di Isernia sono costrette ad operare in locali inadeguati, “questione questa che è stata oggetto di specifiche doglianze anche nella scorsa relazione inaugurale ma che non ha ancora trovato una soddisfacente soluzione”.

 

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