‘Operazione Pensa’, Andrea Maselli torna a casa: disposti gli arresti domiciliari

‘Operazione Pensa’, Andrea Maselli torna a casa: disposti gli arresti domiciliari

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Soddisfatti i legali Giuseppe Fazio e Letizia Di Lena che si occupano del 19enne di Campobasso finito nel blitz congiunto di Carabinieri e Polizia assieme al writer Michele Di Bartolomeo. Il prossimo 9 aprile si terrà l’incidente probatorio con la donna vittima della rapina commessa il 22 gennaio e ‘confessata’ da Maselli solo 48 ore dopo


CAMPOBASSO. Né scorta né braccialetto elettronico. Per Andrea Maselli, il 19enne arrestato nell’ambito dell’operazione Pensa nella notte fra il 7 e l’8 marzo scorso, da oggi pomeriggio si è aperto il cancello dell’istituto penitenziario di via Cavour. E, a quanto si è appreso, è tornato a casa a piedi, riassaporando anche se per qualche centinaio di metri, la libertà.

avvocato letizia di lena

Il Tribunale del Riesame (composto dai magistrati Di Dedda, Scarlatelli e Quaranta) ha accolto l’istanza degli avvocati Giuseppe Fazio e Letizia Di Lena - nonostante il pm Schioppi abbia insistito per la misura cautelare in carcere - disponendo gli arresti domiciliari per il 19enne.

Accogliamo questa decisione con molta soddisfazione” dicono i legali Fazio e Di Lena  (nelle foto, ndr) che ora sono impegnati nella ricostruzione degli eventi che hanno coinvolto il loro assistito arrestato venti giorni fa nel corso di un blitz congiunto di Polizia e Carabinieri.

avvocato giuseppe fazio

Con lui, in manette, quella notte è finito Michele Di Bartolomeo, assistito dall’avvocato Silvio Tolesino.

Il 12 marzo, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Andrea Maselli ha fornito ulteriori elementi utili a chiarire il suo ruolo e l’episodio contestato e cioè la rapina del 22 gennaio scorso, oggetto – il prossimo 9 aprile – di incidente probatorio nel corso del quale sarà ascoltata la vittima.

Due giorni dopo quella rapina, Andrea Maselli contattò il suo avvocato, Giuseppe Fazio, raccontandogli cosa era accaduto. E immediatamente, dietro consiglio del legale, i due si recarono prima in Procura e poi dai Carabinieri per raccontare i fatti.

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