Accusato di 16 reati dopo un amore finito: imprenditore rischia 8 anni di carcere

Accusato di 16 reati dopo un amore finito: imprenditore rischia 8 anni di carcere

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La vicenda giudiziaria che ha coinvolto un 50enne del basso Molise per il quale era stato chiesto anche l’arresto. L’altro giorno la sentenza del Tribunale di Larino, dopo 5 anni di inferno.


ISERNIA. Un amore che finisce e che lascia strascichi di conflitti, di accuse reciproche, di questioni personali aperte che però diventano denunce. E non importa se di mezzo ci sono anche i figli, la sofferenza si trasforma in odio e si riversa su tutte le persone che gravitano attorno a quella che un giorno era una coppia felice. E così, un giorno, lui, che è un imprenditore 50enne del basso Molise, si ritrova nei guai giudiziari fino al collo. Sedici capi di imputazione che vanno dai maltrattamenti in famiglia alla violenza privata, dalla rapina alle lesioni gravi, dallo stalking alla violazione di domicilio, dal furto aggravato all’estorsione. Una sfilza di accuse, messe nero su bianco e diventate un fardello impossibile da portare che complica ancor di più quella separazione, che crea ancor più malumori e dissidi, che provoca problemi personali e sul lavoro.

danilo leva

Una situazione limite quella nella quale finisce il 50enne, in  soli 12 mesi. Al punto che la Procura di Larino, nel 2015, chiede per lui gli arresti alla luce di questo lungo elenco di reati che gli vengono contestati e dai quali l’imprenditore, finito di colpo all’inferno, decide di difendersi.

Si affida all’avvocato Danilo Leva che riesce a smontare le accuse punto per punto, tanto che quella richiesta di carcerazione non viene accolta. Il Riesame dispone, però, il divieto di ingresso a Termoli. Si arriva al giudizio dopo anni di inferno, di accuse, di sguardi indagatori e di maldicenze.

E alla fine, l’altro ieri, il Tribunale accoglie le tesi dell’avvocato Leva: le accuse cadono tutte, resta in piedi solo la violenza privata. E dagli 8 anni di carcere che l’imprenditore ha rischiato, arriva la condanna a 4 mesi, pena sospesa con la prevalenza delle attenuanti.

Un incubo durato 5 lunghissimi anni, nei quali la voglia di lasciarsi andare spesse volte ha fatto capolino nell’esistenza dell’imputato che però ha saputo aspettare i tempi della Giustizia.

L’avvocato Leva ha già annunciato ricorso in Appello, sebbene si dichiari al momento soddisfatto del lavoro importante fatto in questi anni che ha, di fatto, consentito al suo assistito di riemergere dall’inferno.

 

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