Isernia, il comitato ‘No strisce blu’ chiede un Consiglio monotematico

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I cittadini scendono in campo contro la rivoluzione dei parcheggi a pagamento


ISERNIA. Un Consiglio comunale monotematico per discutere della rivoluzione dei parcheggi a pagamento a Isernia. A chiederlo è il neonato comitato ‘No strisce blu’, che si è costituito nei giorni scorsi. “La decisione unanime – spiegano i portavoce Enzo Bongiovanni e Emilio Izzo - è stata quella di sottoscrivere un documento rivendicativo che sarà inoltrato all’amministrazione comunale, accompagnato da una iniziativa popolare di protesta. In sintesi, i presenti hanno discusso sulla poco o scarsa opportunità che in città ci si doti di parcheggi a pagamento, partendo dalla convinzione che Isernia, in quanto città a misura d’uomo (per quei pochi sventurati rimasti!), non necessiti di regolamentazioni che, visti i tempi, assumono solamente il carattere di balzello medievale.

Il comitato ritiene di dover contrastare con ogni mezzo legittimo e forme di lotta civili, la ripresa dei lavori di verniciatura, anzi ne chiede l’immediata cancellazione anche e soprattutto quella apposta vergognosamente sul basolato antico! Ma il Comitato chiede anche, fermamente e con convinzione, che l’amministrazione annulli il contratto stipulato con la società esterna e che soprassieda dal realizzare il progetto dei parcheggi a pagamento in considerazione di quanto in premessa. Inoltre, ai pochi o tanti commercianti che siano, i quali, a sentire l’amministrazione, si lamentino per le lunghe soste dei residenti obbligando gli eventuali avventori a lunghe camminate per trovare un parcheggio libero, ribadiamo convintamente che l’estensione della sosta con disco orario, risolverebbe l’eventuale problema senza gravare sulle tasche dei cittadini. Insomma, Isernia per come è messa, tragicamente e colpevolmente fuori dai flussi commerciali e turistici per grave mancanza di una politica di valorizzazione del territorio, non necessita di nessuna sosta a pagamento!

Infine, il comitato, responsabilmente e con grande sensibilità, sarebbe disposto a confrontarsi con l’amministrazione per una eventuale e parzialissima apposizione dei parcheggi a pagamento (non più di 300 posti auto), a fronte di una occupazione giovanile consistente in una cooperativa a controllo pubblico, la quale possa controllare ed agevolare i cittadini nella ricerca della soluzione migliore per parcheggiare e che rilasci agli automobilisti un tagliando manuale a fronte di un pagamento altrettanto manuale che eviti i costi dell’impiantistica e delle macchinette mangiasoldi”.

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