Carta nei pilastri della scuola, l’ex sindaco denuncia 3 giornalisti: seconda assoluzione con formula piena

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Nel mirino dell’ex primo cittadino di Fossalto due articoli pubblicati nel 2012 nei quali veniva tirato in ballo per i lavori di adeguamento della scuola che, in base ai documenti ufficiali in possesso dei colleghi de ‘L’Infiltrato’, “risultano parziali e incompleti e non idonei a conseguire l’adeguamento sismico dell’edificio scolastico”


CAMPOBASSO. Giornalisti alla sbarra, con l’accusa di diffamazione aggravata, per aver raccontato una storia vera, di quelle che hanno segnato la storia più cupa del Molise.

Ma ieri la Corte d’Appello di Campobasso ha assolto perché il fatto non sussiste, quindi con formula piena, Andrea Succi – difeso dall’avvocato Danilo Leva (nella foto, ndr) – , Carmine Gazzanni e Emiliano Marrone, assistiti da Julia Iemma.

danilo leva

I tre colleghi, che al tempo erano le penne acuminate della testata ‘Infiltrato.it’, nel 2012 si sono occupati della vicenda, che ha trovato spazio sia sulla stampa italiana che in numerose trasmissioni televisive, della scuola di Fossalto.

Due articoli, pubblicati il 24 e il 29 maggio, che però non sono piaciuti affatto all’ex primo cittadino, Nicola Cornacchione, che ha deciso di querelare i tre giornalisti, ‘colpevoli’ solo di aver raccontato la verità, con il sostegno dei documenti ufficiali che provano quanto da loro raccontato.

Dopo un progetto di adeguamento sismico, costato 473 mila euro, e riferibile all’amministrazione guidata da Nicola Cornacchione (il querelante), l’edificio scolastico venne dichiarato inagibile dal suo successore, il sindaco Nicola Manocchio che, prudentemente, a seguito di una verifica e delle relazioni del tecnico incaricato, l'ingegnere Nerilli, preferì non mettere in pericolo la vita degli studenti.

Un caso eclatante, seguito personalmente dall’ex ministro Tonino Di Pietro. Non solo: tutti i giornalisti, all’epoca, vennero invitati a vedere di persona lo stato dei pilastri portanti della struttura, che poggiavano pericolosamente sul nulla, che erano ancorati al vuoto.

Pilastri con la carta interna 2

L’edificio, utilizzato come scuola prima della decisione del sindaco Manocchio, non aveva i pilastri collegati alle travi di copertura e nemmeno alle fondamenta. A rendere ancora più inquietante la scoperta, il fatto che dentro ai pilastri fu trovata della carta e non il cemento.

L’ex sindaco Cornacchione, sentendosi leso nell’onorabilità dagli articoli dove i tre colleghi de l’Infiltrato raccontavano questa vicenda, ha deciso di adire le vie giudiziarie.

I tre giornalisti sono stati assolti in primo grado, sentenza contro la quale ha proposto appello sia la Procura di Isernia sia la Procura generale di Corte d’Appello, oltre che la parte civile.

Ieri la seconda assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste.

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