Furto di mezzi agricoli, Occhionero si rivolge a Conte: il Governo stoppi l’avanzata della malavita

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L’appello della deputata di LeU, al Governo e alla Camera, dopo i ripetuti episodi che stanno mettendo in ginocchio tante aziende della zona costiera


CAMPOBASSO. Furto di mezzi agricoli, la deputata di LeU Giuseppina Occhionero è intervenuta a Montecitorio, per chiedere l’attenzione del Governo e della Camera su un fenomeno che in Molise sta toccando punte preoccupanti, per il tessuto sociale ed economico di una zona particolare. La zona è la fascia costiera, ha detto la parlamentare molisana, soggetta alle infiltrazioni della mala foggiana.

Decine sono stati i trattori e i mezzi agricoli rubati nelle campagne del litorale adriatico, da Campomarino e Montenero di Bisaccia, per un valore stimato in almeno 4 milioni di euro.

“Un fenomeno – ha detto Occhionero - che ha colpito, e continua a colpire, tanti imprenditori agricoli, che continuano a produrre il meglio della produzione agricola molisana e contribuiscono ad una quota importante del prodotto interno lordo locale. La terra dove si produce la Tintilia, il vino che ha scalato le classifiche nazionali e che sta facendo conoscere il nome Molise nel mondo e tanti prodotti agricoli”.

Nella maggior parte dei casi, ha rimarcato Occhionero, il furto di attrezzature e mezzi, in special modo quelli di elevato valore economico e tecnologico, significa per molte piccole e medie aziende il rischio di dover chiudere l'attività. Un fattore negativo per la ricaduta economica e la perdita di posti di lavoro, in un settore che negli ultimi anni ha avuto un inversione di tendenza e ha segnato il ritorno dei giovani al lavoro nelle campagne.

Una questione, ha evidenziato, di cui si è occupato anche l'Osservatorio antimafia del Molise, che ha messo in correlazione il legame tra i furti agricoli e la criminalità organizzata della provincia di Foggia. I segnali sono evidenti: la scorsa estate l'abbattimento di trenta ettari di vigna è stato un chiaro avvertimento mafioso agli imprenditori della zona di Nuova Cliternia.

“Ma le denunce di furto presentate – ha precisato ancora la deputata - non corrispondono al numero di episodi e questo sta a significare che o subentra la paura oppure si è disposti a pagare una specie di riscatto per riavere indietro il proprio trattore. E il pizzo va nelle mani dell'onorata società della Capitanata. Anche il ricorso alla manodopera è diventato un terreno pericoloso, perché molti imprenditori, sentendosi minacciati, sono costretti a rivolgersi ai caporali del foggiano per impiegare braccianti stagionali”.

“Il consigliere comunale di Montenero di Bisaccia, Nicola Palombo, ha interessato tutte le autorità della regione e proposto una cabina di regia inter istituzionale, coinvolgendo anche la Puglia, per uno studio del fenomeno e di come individuare le soluzioni. Intanto, nell'immediato entroterra adriatico - l’ulteriore riflessione - la malavita organizzata sembra aver compiuto un salto di qualità e dai piccoli furti negli uffici postali o nelle filiali delle banche, i cui autori sono spesso riconducibili alla manovalanza, ha alzato il tiro e punta dritto al bersaglio grosso: quello dei soldi e dell'economia locale”.

Da qui l’appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte “lui che è proprio della provincia di Foggia e conosce bene le questioni di cui sto parlando”, a dire cosa intenda fare il Governo per porre un argine alla forte avanzata della malavita in Molise.

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