Comprano auto estere, nei guai per ‘colpa’ dei concessionari che non pagano l’Iva. Ma il Tar blocca tutto

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Uno dei 700 proprietari finiti nel ciclone ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo del Lazio e si è fatto assistere dall’avvocato Salvatore Di Pardo. La sentenza, depositata il 5 giugno, pubblicata oggi: non c’è alcuna documentazione che accerti che chi ha comperato l’autovettura sia coinvolto nella frode


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Import d’auto con frode, un caso che tiene con il fiato sospeso circa 700 persone. Autovetture comperate con sacrificio per le quali è arrivata la richiesta, salatissima, di versare dai 10mila ai 15mila euro di Iva, non versata dai concessionari però.

Una inchiesta che si è conclusa solo qualche giorno fa e che ha coinvolto gli acquirenti, del tutto ignari dell’omesso versamento dell’imposta. Ma, su di loro, si sono abbattuti i provvedimenti di revoca delle immatricolazioni, con obbligo di restituzione di targhe e libretti di circolazione e blocco della circolazione che gli uffici della Motorizzazione Civile hanno inviato agli acquirenti di autovetture che, secondo la tesi dell’Amministrazione, risultavano importate in Italia senza il corretto versamento dell’Iva.

Con tali atti, arrivati anche a distanza di tre anni dall’acquisto, la Motorizzazione Civile in sostanza ha addebitato agli acquirenti delle autovetture la responsabilità per l’omesso versamento dell’Iva, responsabilità che i singoli acquirenti hanno sempre contestato.

Una delle tante ‘vittima’ dell’indagine – che ha comperato un’autovettura per la quale è arrivato il sequestro – si è rivolta all’avvocato Salvatore Di Pardo che ha avviato l’azione giudiziaria di tutela. La prima in ordine cronologico, la cui sentenza è stata pubblicata oggi. Una ‘buona notizia’ per circa 700 proprietari di automobili finiti nel mirino.

salvatore di pardo

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio si è pronunciato con una sentenza che lo riporta in possesso della sua automobile: secondo i giudici amministrativi, che hanno depositato la sentenza il 5 giugno scorso, vanno sospesi i provvedimenti di annullamento delle immatricolazioni dei veicoli venduti ai privati.

Il Giudice, accogliendo in via cautelare il ricorso proposto dall’avvocato Salvatore di Pardo, ha ritenuto di sospendere i provvedimenti di revoca dell’immatricolazioneessendo le deduzioni svolte da parte ricorrente allo stato idonee ad inficiare le determinazioni assunte dall’Ufficio Motorizzazione Civile di Campobasso, quantomeno sotto il profilo del difetto di istruttoria e motivazione, non emergendo dalla documentazione agli atti di causa l’esistenza di una frode ritualmente accertata e contestata al ricorrente dall’Agenzia delle Entrate.”

In sostanza il giudice Amministrativo, seppur nella fase cautelare, ha ritenuto non provata la responsabilità dei cittadini acquirenti che, in buona fede, hanno comprato le autovetture soprattutto in considerazione della circostanza che agli atti del processo non vi è un accertamento dell’Agenzia delle Entrate nei loro confronti e che non vi è alcuna documentazione che accerti il loro coinvolgimento in un’eventuale frode fiscale.

Notevolmente soddisfatto del risultato Salvatore Di Pardo, difensore del ricorrente, che evidenzia come si tratti della prima pronuncia del genere che ha quindi una enorme rilevanza vista la platea degli interessati, proprietari di autovetture coinvolti nelle diverse province d’Italia.

Dunque, sospensiva accolta e udienza di merito fissata al 25 marzo del 2020. Nel frattempo l’Agenzia delle entrate e l’Ufficio della Motorizzazione dovranno far pervenire una dettagliate relazione amministrativa che spieghi i fatti di causa.

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