L’integrazione passa dal lavoro: migranti impegnati nella cura delle aree verdi di Campobasso

L’integrazione passa dal lavoro: migranti impegnati nella cura delle aree verdi di Campobasso

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Cinque giovani ospiti delle strutture Sprar del capoluogo, che stanno seguendo un corso di formazione per giardinieri, riceveranno una borsa lavoro di 500 euro. Saranno impiegati anche a villa de Capoa


CAMPOBASSO. L’integrazione, quella vera, passa dal lavoro. E’ per questo che 5 migranti, ospiti dei centri Sprar di Campobasso, saranno impegnati nella cura delle aree verdi della città. Partendo dalle aiuole e dai piccoli spazi, per arrivare alla manutenzione e alla valorizzazione di villa de Capoa.

E’ quello che prevede un protocollo d’intesa, che l’amministrazione comunale di Campobasso ha sottoscritto con la cooperativa Assel e con lo Sprar. I migranti, che in questo periodo stanno seguendo un corso di formazione per giardinieri di 100 ore, riceveranno una borsa lavoro di 500 euro per sei mesi, (la spesa è a carico dello Sprar) e opereranno in collaborazione con gli operai comunali, le aziende che curano il verde per conto del Comune e la Sea.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Palazzo San Giorgio, dagli assessori Simone Cretella e Luca Praitano, insieme al responsabile del progetto Sprar Salvatore Dall’Oglio.

“Vista la situazione del verde a Campobasso questa collaborazione è per noi oro colato – ha detto l’assessore all’ambiente Simone Cretella – dopo aver terminato la parte teorica i ragazzi selezionati lavoreranno sul campo, seguiti sempre da professionisti e agronomi. Saranno prima impegnati in piccoli lavori, poi, quando acquisiranno le competenze giuste, opereranno anche a villa de Capoa, che necessita di interventi delicati”.

“Consentire a questi ragazzi di integrarsi significa dar loro la possibilità di imparare un mestiere e lavorare – ha rimarcato l’assessore alle Politiche sociali Luca Praitano – spesso si parla di migranti che spacciano o sono dediti alla prostituzione. A volte è vero, ma il più delle volte sono stereotipi. Grazie al lavoro, invece, possono essere davvero delle risorse per la comunità”.

“La dignità si conquista con il lavoro - ha concluso Salvatore Dall’Oglio – L’idea finale è consentire loro, al termine del percorso, di attivare progetti di autoimprenditorialità. Potranno farlo dopo aver imparato un mestiere, quello di giardiniere, che è anche molto richiesto”.

Carmen Sepede

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