Un ‘lumicino’ per il viadotto Sente, ad un anno dalla chiusura la protesta

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I giornalisti Maurizio d’Ottavio e Francesco Bottone organizzano una manifestazione per riaccendere i riflettori sulla vicenda. Appuntamento il 18 settembre prossimo


AGNONE. Una ricorrenza, quella del 18 settembre prossimo, non da celebrare con una candelina, ma da ricordare con un lugubre lumino. Si tratta della chiusura del Viadotto ‘Sente-Longo’, in alto Molise. Che ha di fatto isolato alcune popolazioni della regione e anche del Vastese.

Nonostante gli annunci circa lo stanziamento di fondi per i lavori finalizzati alla messa i sicurezza del ponte e, dunque alla riapertura dello stesso, grazie all’inserimento dell’opera del decreto Genova, nulla si sarebbe mosso. E gli abitanti dell’area, per far sì che sulla vicenda non cali il sipario, sono pronti a scendere in strada.

Ed ecco che, a chiamare tutti a raccolta, arrivano i giornalisti Maurizio D’Ottavio e Francesco Bottone. Questi, per mercoledì prossimo, a partire dalle ore 10, stanno promuovendo una manifestazione pacifica di protesta, durante la quale accenderanno simbolicamente un lumicino. L’appuntamento è nei pressi del viadotto, in agro di Belmonte del Sannio.

“Mentre in altre parti del mondo realizzano opere mastodontiche nell’arco di pochi mesi, in questo lembo di terra abbandonato dai politici e da Dio, - afferma d’Ottavio, direttore della testata L’Eco dell’Alto Molise e Alto Vastese - bisogna annotare l’ennesima promessa non mantenuta, l'ennesima presa per i fondelli nei confronti dei residenti delle aree interne che caparbiamente e non senza problemi dovuti a mancanza di servizi, balzelli di ogni genere, viabilità da anteguerra e continui tagli, perseverano nel vivere in questi territori. Esattamente un anno fa, la classe politica molisana e abruzzese ha giurato e spergiurato di impegnarsi concretamente per la partenza delle nuove opere, tuttavia, ad oggi, certifichiamo il nulla assoluto. Situazione quest’ultima che ha creato e sta creando un danno economico incalcolabile ad un tessuto sociale già di per sé logoro e provato e alle prese con seri problemi di sopravvivenza”.


A fargli da eco il collega Bottone: “Che fine hanno fatto i due milioni promessi con il decreto Genova dal MoVimento Cinque Stelle? – chiede il giornalista - Dopo un anno siamo a conoscenza che alla Provincia di Isernia è stata accreditata una somma irrisoria di 400mila euro. Una cifra assolutamente insufficiente. Inoltre, sarebbe interessante sapere cosa stanno facendo i sedicenti amministratori locali, vigili e presenti solo quando si entra nel vivo delle varie campagne elettorali. Al contempo merita di essere immediatamente chiarita la relazione stilata dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania che, di fatto, boccia clamorosamente il progetto della Provincia di Isernia e genera al tempo stesso pesantissime incognite sulla riapertura del viadotto. Domande legittime – aggiunge Bottone – rispetto alle quali le popolazioni interessate chiedono risposte esaustive e immediate, corredate da fatti e non più da proclami irrealizzabili come purtroppo accaduto da un anno a questa parte. Per queste ragioni – conclude - l’Eco online il 18 settembre intende riaccendere i riflettori sull'isolamento di un intero popolo e portare all’attenzione mediatica una vicenda sulla quale istituzioni e classe politica preferiscono continuare a fare orecchie da mercante. I cittadini, le associazioni culturali, i sindacati dei lavoratori, le organizzazioni datoriali, il mondo della scuola sono invitati a partecipare”.

 

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