Maxi truffa delle auto di lusso: l’indagata isernina torna a casa

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La 54enne, finora detenuta a Chieti, sarà sottoposta agli arresti domiciliari. Il legale Carmine Biasiello punta sul Riesame per l’annullamento della misura: martedì la pronuncia


ISERNIA. Torna a casa, seppure in stato di arresto, M.L.B., la 54enne isernina indagata per la megatruffa delle auto di lusso denominata ‘Galaxy’ con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e falso.

Ieri la decisione del giudice per le indagini preliminari, che ha revocato la misura della custodia cautelare in carcere convertendola in domiciliari, accogliendo così, almeno in parte, le richieste di provvedimento meno afflittivi fatte dall’avvocato difensore Carmine Biasiello.

Martedì prossimo, 29 ottobre, alle ore 13, sarà invece il tribunale del Riesame di Campobasso a pronunciarsi sulla richiesta di revoca dell’ordinanza nella sua interezza, con il legale di Venafro che ha eccepito tutta una serie di questioni processuali, a cominciare dall’incompetenza territoriale del giudice che ha emesso la misura cautelare. Essendo infatti contestato il reato di associazione a delinquere da parte degli inquirenti, ed essendo i fatti – risalenti al periodo compreso tra il 2016 e l’inizio del 2018 – accaduti a Cassino, la competenza territoriale del gip, secondo la difesa, ricadrebbe appunto nella città del Frusinate.

Nella maxinchiesta della Guardia di Finanza di Isernia, coordinata dalla procura pentra, figurano ben 13 arresti con custodia cautelare in carcere e 10 misure di arresti domiciliari. Sotto la lente degli inquirenti, il settore della commercializzazione di autovetture di lusso di origine comunitaria: scoperta di una mega frode in danno dell’Unione europea e dell’Italia, che ha portato al sequestro preventivo di circa 7.5 milioni di euro per beni mobili ed immobili, somme di denaro, autoveicoli e quote societarie nei confronti di 23 persone e 21 società con sedi in tutta Italia. Le indagini, durate un anno con l'impiego di circa 200 militari e numerosi automezzi, hanno toccato le provincie di Isernia, Milano, Salerno, Caserta, Frosinone, Latina e Macerata.

Ben 51,5 milioni di euro di imponibile relativi all’emissione di fatture soggettivamente e/o oggettivamente inesistenti; 167 persone fisiche coinvolte a vario titolo; 159 concessionarie auto italiane e 9 società estere coinvolte: questi i numeri dell’operazione Galaxy, che avrebbe smascherato la presenza del clan dei casalesi e della camorra dell’area vesuviana e nocerino-sarnese dietro il sistema di acquisto di auto di lusso d’importazione dall’estero, immesse sul mercato italiano con documenti completamente stampati da zero.

Pba

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