Droga, via Quircio la Scampia di Campobasso: merce esposta come al mercato, sentinelle a protezione dei capi pusher

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

LA COPPIA SI SEPARA: CRESCONO LE PIAZZE DELLO SPACCIO. I due compagni a un certo punto si sono separati, dando vita ognuno alla propria piazza di spaccio. La donna inizialmente ha continuato a mantenere attivo il market di via Quircio 9, poi - incalzata dai controlli della polizia - ha deciso di attivare uno spaccio itinerante a Campobasso (via Monforte, via Marche, via Roma, via De Gasperi, centro storico nei pressi della Chiesa San Leonardo, Piazza Cuoco, Corso Bucci, via Pietrunto, Corso Vittorio Emanuele, via Ugo Petrella davanti al SerD, Villetta Flora, via D’Amato).

Altrettanto ha fatto l’uomo, associandosi dapprima a un altro degli indagati per svolgere attività di spaccio in un paese limitrofo a Campobasso e poi espandendosi anche nel capoluogo, in particolare nelle zone di via Montegrappa e via San Giovanni.

ALBERGHI COME BASI MOMENTANEE. Nel corso dei mesi, poi, era frequente trovare basi logistiche temporanee dello spaccio in alberghi e bed & breakfast, dove si affittavano camere per pochi giorni sempre per tentare di eludere le investigazioni della polizia. Cosa che non è sempre riuscita poiché, come documentato nella cronaca dei mesi scorsi, gli interventi non sono mancati come pure gli arresti in flagranza di reato.

pennarelliBAMBINI COME SCUDO. Amoroso,  peraltro, non disdegnava di portare con sé più volte al Parco Verde di Caivano, anche in orario serale e notturno, il figlio di due anni per rifornirsi di stupefacente e cercare di utilizzare il bambino come 'scudo' per eventuali controlli della polizia. Su segnalazione della quale, la procura per i minorenni di Campobasso ha richiesto e ottenuto dal tribunale per i minori l’urgente collocamento del bambino in una struttura protetta. In alcune occasioni, inoltre, venivano utilizzati pennarelli per celare la sostanza stupefacente che, ad eventuali controlli della polizia, venivano spacciati come semplici evidenziatori acquistati per i figli.

CANI SCIOLTI. In un paio di occasioni, taluni esponenti del gruppo criminali non disdegnavano di rubare al compagno in affari la droga, sia per farne uso personale che per piazzarla sul mercato in modo autonomo.

DROGA COI SOLDI DEL REDDITO DI CITTADINANZA. Altri componenti del sodalizio invece, con la complicità di commercianti locali, si facevano monetizzare, per l’acquisto di stupefacenti, i soldi della card del reddito si cittadinanza, truffando il fisco.

 

Unisciti al gruppo Whatsapp di isNews per restare aggiornato in tempo reale su tutte le notizie del nostro quotidiano online: salva il numero 3288234063, invia ISCRIVIMI e metti "mi piace" al nostro gruppo ufficiale

 

Change privacy settings