Migranti: appalti in cambio di assunzioni, il sindaco di Sant’Agapito risponde al giudice

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Interrogatorio dinanzi al gip del tribunale di Cassino, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo. L’avvocato di Di Pilla preannuncia anche l’istanza al Riesame per la revoca delle misure nei confronti del suo assitito


ISERNIA. Interrogatorio di garanzia in tribunale a Cassino per gli indagati nell’ambito della maxi inchiesta denominata ‘Welcome to Italy’ nel settore dell’accoglienza migranti.
A parlare, tra gli altri, dinanzi al giudice per le indagini preliminari, per raccontare la propria versione dei fatti, il sindaco di Sant’Agapito Giuseppe Di Pilla, assistito dall’avvocato Mariella Antonilli del Foro di Isernia.
‘Carte alla mano’, il primo cittadino ha risposto a tutte le domande del gip per fare chiarezza circa gli addebiti a suo carico.

Di Pilla e il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Sant’Agapito sono accusati, in concorso, di aver proceduto all’assegnazione dell’attuazione del progetto Sprar sul territorio comunale alla cooperativa ‘La Casa di Tom’, in cambio dell’assunzione di tre persone, tra cui stretti familiari, per importi complessivi di 18.896 euro, 32.385 euro e 15.382 euro cadauna.
Il tutto si sarebbe concretizzato con l’affidamento diretto del servizio dal 2014 ad oggi, “senza la preventiva consultazione di almeno cinque operatori economici […] – recita l’ordinanza del gip - e comunque non rispettando i principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità”. Inoltre, è contestato loro il mancato invio e la mancata conservazione della documentazione obbligatoria inerente alle spese sostenute, comprensive di quelle relative al personale, al Servizio Centrale dello Sprar, al fine di consentire i controlli a campione a cura del Servizio stesso. Alla luce di ciò, nei loro confronti è scattato il sequestro preventivo delle somme date dal totale delle retribuzioni erogate in favore delle tre assunte, ossia 66.663 euro. Al sindaco è stata altresì applicata la misura dell’obbligo di firma.

Misura che il legale Mariella Antonilli intende ora far revocare, attraverso apposita istanza al Riesame, che – annuncia - sarà presentata nei prossimi giorni.

Venticinque, in tutto, le persone coinvolte, a vario titolo, nell’inchiesta sulla gestione dell’accoglienza dei rifugiati per reati che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di dipendenti pubblici o incaricati di un pubblico servizio, estorsione, truffa ai danni dello Stato ed enti pubblici, frode in pubbliche forniture, abuso d’ufficio, malversazione ai danni dello Stato, emissione ed utilizzo di fatture false; 18 le misure cautelari personali, di cui 11 relative all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e 7 relative al divieto di esercitare attività imprenditoriali.
Le indagini di polizia giudiziaria svolte su delega della procura di Cassino, sotto la direzione del procuratore capo Luciano d’Emmanuele e del sostituto Alfredo Mattei hanno interessato numerosi Comuni delle province di Frosinone, Caserta, Isernia, Latina e Rieti.

 

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