Isernia, allarme truffe e furti: ecco i consigli per non cadere in trappola

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E’ iniziato il nuovo ciclo di incontri promossi dal comando provinciale dell’Arma e rivolto soprattutto agli anziani, troppo spesso vittime di personaggi senza scrupoli



ISERNIA. Anziani troppo spesso vittime di furti e truffe. Un fenomeno che non risparmia certo la provincia di Isernia. Per questo è partito il nuovo ciclo di incontri promosso dal comando provinciale dei Carabinieri di Isernia. Diverse, già nelle scorse settimane, le lezioni che si sono tenute in diversi centri della provincia, in particolare presso le chiese, e altri luoghi di ritrovo, per fornire consigli e suggerimenti utili.

anziani 3Gli incontri si sono rivelati una importante occasione per dialogare, confrontarsi e permettere di realizzare al meglio il concetto di prossimità alla popolazione e di sicurezza percepita favorendo un clima di concreta vicinanza ed ascolto. Tale fenomeno delinquenziale, nel tempo fortemente contrastato in questo territorio, sia dalle attività d’indagini delle Forze di Polizia, che anche grazie a questi momenti di incontro con i cittadini, vede come vittime persone a minore capacità di difesa e, sebbene non sia caratterizzato da violenza sulle persone o sulle cose, si basa sull’ utilizzo di spiacevoli artifizi e raggiri che talvolta convincono i malcapitati a consegnare importanti somme di denaro, monili in oro o altri beni materiali.

I CONSIGLI. Per evitare di finire in trappola basta ricordare alcuni buoni accorgimenti che possano tutelare le fasce di popolazioni più esposte. Il punto su cui gli autori di questi reati fanno frequentemente leva sono proprio i sentimenti familiari che inducono le vittime ad esempio a credere a storie fantasiose di finti nipoti e parenti in genere, che chiedono di ritirare e pagare della merce per proprio conto presso corrieri in arrivo che puntualmente si rivelano fantomatici, come pure finti sono gli interlocutori di telefonate che inducono le vittime a ritenere di parlare proprio con qualcuno di loro conoscenza, magari convinti da qualche riferimento verosimile. Dalla convinzione, quindi, di dover fare qualcosa di assolutamente necessario per un proprio congiunto, fino alla consegna del denaro o altro bene, il passo è molto breve, e ciò avviene in un clima di artefatta confusione e coinvolgimento emotivo.

E’ necessario, pertanto, rifiutare ogni forma di incontro già dal primo tentativo di visita in casa o dalla prima telefonata e, se possibile, ricevuta una richiesta, fare delle verifiche chiamando il 112 o direttamente un proprio parente con un altro apparato telefonico diverso dall’ utenza fissa ove sono pervenute le telefonate adescatrici. E’ infine importantissimo ricordare che le vittime non devono mai avere alcun motivo di provare imbarazzo o vergogna a raccontare quanto eventualmente accaduto e che un’immediata richiesta di intervento delle Forze dell’ Ordine può fornire molte più possibilità di rintraccio dei malviventi oltre che in generale orientare positivamente le indagini. Tali incontri continueranno anche nelle prossime settimane fra i cittadini e Comandanti delle Stazioni Carabinieri di tutta la Provincia sulla delicata tematica.

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