Coronavirus, Neuromed nuovo cluster: verso la riconversione a centro per malati di Covid-19

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Il provvedimento, per la durata dell’emergenza sanitaria, al vaglio dell’unità di crisi regionale alla luce del folto numero di contagi registrato nella struttura nelle ultime ore. Difficile il trasferimento al Cardarelli di Campobasso, che verrebbe saturato di infettivi asintomatici


POZZILLI. Il Neuromed si appresta a diventare centro di riferimento per la cura di pazienti affetti da Covid-19 in provincia di Isernia. Questa l’ipotesi al vaglio dell’unità di crisi regionale riunitasi d’urgenza stamani, alla luce del moltiplicarsi dei contagi in regione.

Almeno 9 i pazienti risultati positivi al coronavirus nella struttura di Pozzilli (di cui uno trovato ieri, un anziano di 83 anni della Campania, e 8 oggi, peraltro asintomatici), in attesa di conoscere l’esito dei tamponi su tutto il personale sanitario entrato in contatto con questi ultimi. Numeri che possono far parlare di nuovo cluster per il Molise, il primo in provincia di Isernia. Per questi pazienti il neuromed, in forza della delibera n. 55 del direttore generale Asrem Oreste Florenzano del 18 marzo scorso ('Piano organizzativo dei posti letto per l'emergenza Covid') ha chiesto il trasferimento presso il Cardarelli di Campobasso, dove esiste il reparto di Malattie Infettive. Ma il 'trasloco' di un numero così importante di pazienti al Cardarellimetterebbe in seria difficoltà la struttura campobassana, fino ad oggi unica sul territorio deputata alla gestione dell’emergenza sanitaria.

Pertanto, l’indirizzo che si sta seguendo è quello di modificare il piano d’azione secondo cui il Neuromed sarebbe divenuto centro Covid solo nella cosiddetta 'quarta fase', ovvero in situazione estrema. Ma la realtà dei fatti ha modificato significativamente gli scenari ipotizzati e l’adeguamento sembra quanto mai necessario, al puno che ins erata Asrem, Regione Molise e Neuromed potrebbero raggiungere un accordo al riguardo, volto a tamponare al meglio l'emergenza sanitaria da coronavirus.

Per quanto concerne, invece, la riapertura tanto auspicata degli ospedali di Venafro e Larino, sempre secondo quanto scaturito dalla riunione dell'Unità di crisi regionale, si tratta  di una eventualità non affatto trascurata, tuttavia si procederà per gradi: i due nosocomi potrebbero essere riattivati solo per accogliere i pazienti ordinari, quando tutte le altre strutture regionali dovessero essere sature di malati di coronavirus. Una condizione talmente grave che, si spera, non si verifichi mai per davvero.

Infine, non si esclude che il Comune di Pozzilli possa essere ‘messo in quarantena’, con ordinanza del governatore Toma, come accaduto per i centri di Riccia e Montenero di Bisaccia. In serata dovrebbero arrivare, dunque, nuovi importanti provvedimento da parte del presidente della Regione.

 

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