Coronavirus: positivi cinque anziani di Cercemaggiore ricoverati al Vietri. Personale in isolamento

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Cinque dei sei pazienti di Cercemaggiore che sono stati trasferiti lo scorso 3 Aprile alla Rsa di Larino sono risultati positivi al Covid-19. La notizia  è emersa con ufficialità in mattinata. Gli anziani si trovano tuttora all'interno della struttura assistenziale, in attesa di un possibile trasferimento al reparto di Malattie infettive del Cardarelli. Quarantena precauzionale anche per un medico, una infermiera e tre operatori socio-sanitari impiegati nella Casa della Salute frentana, ma che non avrebbero avuto contatti con altri pazienti e operatori della struttura. La preoccupazione più grande tra i cittadini riguarda il rischio dell'esplosione di un ulteriore focolaio del contagio in basso Molise


LARINO. Cinque anziani provenienti dalla casa di riposo di Cercemaggiore, dove si è scatenato uno dei focolai più preoccupanti del contagio, visto anche il decesso di tre ospiti della struttura, sono positivi al Covid-19, seppure risultano asintomatici. I risultati dei test, effettuati ieri, sono stati ufficializzati nella mattina di oggi. Il trasferimento degli anziani a Larino era stato motivato dalla Asrem da ragioni precauzionali, tenuto conto che gli stessi prima dello spostamento erano già stati soggetti a tampone, con esito negativo. 

Un ulteriore test, effettuato ieri alle 11, il giorno successivo all'arrivo a Larino, ha dato il risultato opposto: è stato accertato che cinque pazienti su sei ricoverati in un'ala della residenza sanitaria assistenziale del Vietri hanno contratto il coronavirus. Per i casi di positività è immediatamente scattato l'isolamento; quarantena precauzionale anche per alcuni operatori venuti a contatto con gli anziani: si tratterebbe di un medico e una infermiera, dipendenti Asrem, e di tre operatori socio-sanitari in servizio presso la casa di riposo e assegnati al solo compito di assistere gli anziani sulla base di un protocollo di intesa firmato dai vertici Asrem e dal responsabile della struttura privata.

Va precisato che nel corso dei due giorni, i cinque operatori non avrebbero avuto alcun contatto nè con altri pazienti già ricoverati nella Rsa e neppure con altro personale in servizio.

Nonostante le garanzie fornite la vicenda preoccupa per il possibile rischio dell'esplosione di un ulteriore focolaio che investe in pieno un'altra struttura ospedaliera dopo il caso verificatosi lo scorso mese al San Timoteo di Termoli e che ha portato alla chiusura del presidio adriatico per ben quattordici giorni. 

Intanto divampano in queste ore le proteste all'indirizzo del governatore e dei vertici Asrem che hanno autorizzato il trasferimento dei pazienti da Cercemaggiore alla Rsa di Larino, uno dei comuni che fino a questa mattina non aveva ancora registrato alcun caso di positività al Covid-19. Il timore più grande riguarda il fatto che il Vietri non dispone di personale specializzato nell'assistenza ai pazienti che hanno contratto il virus, tenuto conto anche che la medesima struttura sanitaria, secondo quanto prevede il piano di emergenza elaborato dall'unità regionale di crisi permanente, è riservata esclusivamente ai pazienti non Covid che necessitano di un basso livello di assistenza, garantito soprattutto attraverso il supporto di personale infermieristico e socio-sanitario; ciò allo scopo di alleggerire il peso che incombe sugli ospedali di Campobasso e Termoli. La situazione che si è venuta a creare oggi costringerà quasi certamente l'Asrem ad optare per un ulteriore trasferimento degli anziani asintomatici ma con positività confermata presso il reparto di malattie infettive del Cardarelli. 

Dav.Vit.

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