Trasporti in Fase 2, per i sindacati mancano condizioni di sicurezza: no ai “padroni delle ferriere”

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L’appello alla Regione per garantire il rispetto delle prescrizioni contenute nel Dpcm di Conte e nelle indicazione di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità


CAMPOBASSO. Fase due del trasporto molisano carica di tensione come evidenziano Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti Faisa Cisal e Ugl autoferro. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile, oltre ad aver pienamente condiviso i protocolli sottoscritti con le parti sociali sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19, ha altresì previsto per il trasporto pubblico misure stringenti e specifiche, con tanto di linee guida’.

Misure che vanno dall’igienizzazione quotidiana e alla sanificazione quindicinale dei mezzi, all’installazione di dispenser di disinfettante, dall’obbligo dell’utilizzo della mascherina sui pullman, alla riduzione della capienza, per rispettare la distanza minima di un metro, fino alla sospensione della bigliettazione a bordo, all’aumento del numero dei mezzi nelle ore di particolare afflusso.

“A fronte di queste chiare misure disciplinate da una legge dello Stato – hanno dichiarato i sindacati - i due consorzi Csmm e Cotram, che in Molise rappresentano le storiche 29 aziende di trasporto pubblico locale, hanno trasmesso all’ex Assessore ai trasporti Vincenzo Niro e al Direttore del IV Dipartimento del Servizio Mobilità Manuele Brasiello, le misure adottate dal settore ai fini della prevenzione del contagio. Un documento che oltre a contenere dubbie affermazioni e verità sulle misure sin qui adottate, prevede condizioni e provvedimenti che non assicurano i livelli di protezione e sicurezza previsti non solo dai Dpcm e dalle indicazioni fornite dal Ministero della Salute, dall'Istituto superiore di sanità e dall’Inail”.

“Nel rammentare – aggiungono ancora i sindacati - che oltre a queste violazioni, le aziende sono inoltre inadempienti rispetto alla costituzione dei Comitati di Sicurezza aziendale previsto dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” e rispetto alla consegna al proprio personale dei cosiddetti kit (Dispositivi di protezione individuale) e dei tavoli di monitoraggio sull’applicazione degli ammortizzatori sociali, è del tutto evidente che questo strapotere delle aziende comporterà un’adeguata risposta delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. I quali peraltro da alcune di queste imprese attendono finanche il pagamento di numerose mensilità arretrate, disagi che si sommano ai ritardi dell’Inps per la Cassa integrazione”.

Da qui il messaggio lanciato dagli autoferrotranvieri molisani, “che si ribellano ai padroni delle ferriere e preannunciano il ricorso a tutte le istituzioni, per denunciare comportamenti aziendali che contravvengano a leggi dello Stato”.

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