Isernia, incendiano le auto dell'amante del padre: nei guai due fratelli

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La donna costretta a interrompere la relazione con l'uomo. Divieto di avvicinamento anche per una terza persona, incaricata di appiccare il fuoco a una delle vetture della vittima, nell'aprile scorso. Operazione dei carabinieri


ISERNIA. Non accettavano la relazione del padre, separato, con una donna di Isernia, al punto da renderle per due anni la vita impossibile. Prima minacce telefoniche e sui social network, poi l'incendio di ben due vetture, di cui una volta avvalendosi di un esecutore materiale incaricato di appiccare il fuoco per rimanere, speravano, nell'ombra.

Finito stamani l'incubo per una donna residente nel capoluogo pentro costretta a vivere nella paura a causa della travagliata relazione sentimentale con un uomo separato, tra l'altro conclusa. Ma la responsabilità dello stalking, stavolta, non era dell'ex amante geloso, ma dei suoi figli, che la osteggiavano apertamente.

I due fratelli, che col padre gestiscono l'attività di famiglia, dopo diverse minacce rivolte in forma anonima e talvolta esplicita alla donna, decidono a distanza di qualche tempo, di a passare dalle parole ai fatti. Di qui l'incendio della prima auto della donna, un’utilitaria che le era indispensabile per recarsi al lavoro, a ridosso del Natale 2018. Il risultato fu l'interruzione della relazione, ripresa tuttavia dopo qualche mese.  Ma quando la povera donna, che non può certo dirsi navigare nell'oro, aveva recuperato un po' di serenità e, grazie all’aiuto dell’uomo che amava, era riuscita ad acquistare una seconda autovettura usata, ecco il secondo incendio. I figli dell'uomo questa volta si sono rivolti a un terzo soggetto, incaricandolo, ad aprile scorso, di appiccare il fuoco alla seconda macchina, gettando la vittima in uno stato di profonda disperazione.

La Procura della Repubblica di Isernia, nel corso delle indagini tecniche e tradizionali dirette dal sostituto procuratore Alessandro Iannitti e coordinate dal procuratore della Repubblica Carlo Fucci, non ha quindi risparmiato alcuno strumento operativo né risorsa umana al caso, delegando ai carabinieri della Compagnia di Venafro indagini sempre più stringenti che hanno permesso di individuare sia i due mandanti degli incendi che l’esecutore materiale dell’ultimo di essi. Il quadro probatorio ha così portato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Isernia,  Antonio Sicuranza, ad emettere una misura di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa in capo ai due fratelli, che insieme all’esecutore materiale del rogo dovranno ora rispondere dei reati di atti persecutori in concorso e di danneggiamento seguito da incendio.

La donna potrà finalmente tornare a dormire sonni tranquilli ed a vivere la propria vita senza doversi guardare le spalle. La Procura della Repubblica non allenterà comunque la vigilanza sulle persone coinvolte, continuando a operare tramite l’Arma al fine di garantire la massima e continuativa tutela della vittima.

 

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