Incendiano due auto all’amante del padre: scena muta davanti al giudice

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Isernia/ Stamani l’interrogatorio di garanzia per i due fratelli, accusati di stalking e danneggiamento: si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’avvocato Leva, difensore di uno degli indagati: dimostreremo l’insussistenza di quanto contestato


ISERNIA. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due fratelli accusati di aver incendiato due vetture all’amante del padre, di cui non accettavano la relazione nonostante fosse separato dalla madre. I ragazzi, 25 e 34 anni, dovranno rispondere di stalking e danneggiamento seguito da incendio insieme a una terza persona, indagata a piede libero, considerata l’esecutore materiale del secondo incendio.

Stamani la comparsa dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Isernia Antonio Sicuranza, assistiti rispettivamente dagli avvocati Danilo Leva e Giuseppe Bellano. Per entrambi è stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, mentre il pubblico ministero Alessandro Iannitti aveva chiesto gli arresti domiciliari, negato dal gip. Una circostanza di grande importanza, secondo l’avvocato Leva, che ha spiegato di aver scelto la strada del silenzio a causa della voluminosa attività di indagine svolta dai carabinieri di Venafro, per buona parte basata su intercettazioni, che necessita dei dovuti approfondimenti. “Siamo tranquilli – queste le sue parole – e convinti di di riuscire a dimostrare la totale insussistenza dei fatti contestati”.

Secondo la procura pentra i due fratelli, che col padre gestiscono l'attività di famiglia, dopo diverse minacce telefoniche e sui social network, rivolte in forma anonima ma anche esplicita alla donna, erano esasperati dalla relazione del genitore. Di qui la decisione di passare alle vie di fatto, ovvero l'incendio della prima auto della donna, un’utilitaria che le era indispensabile per recarsi al lavoro, a ridosso del Natale 2018. Il risultato è l'interruzione della relazione, ripresa tuttavia dopo qualche mese.  Ma quando la signora, proprio grazie all’aiuto del compagno riesce ad acquistare una seconda autovettura usata, si verifica l’altro incendio. I figli dell'uomo questa volta si sarebbero rivolti a un terzo soggetto, incaricandolo, ad aprile scorso, di appiccare il fuoco alla seconda macchina, gettando la vittima in uno stato di profonda disperazione.

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