Isernia, esplosivi e minacce per conquistare il mercato della droga: in carcere due fratelli

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Illustrati i dettagli dell’operazione ‘Touch&Go’ messa a segno dai carabinieri di Formia. I giovani vivevano in un centro della provincia dove uno di loro sta scontando i domiciliari. Contestato il metodo mafioso



ISERNIA. Associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, possesso di armi e materiali esplodenti, minaccia, violenza privata e lesioni, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso: sono le accuse formulate nei confronti delle 22 persone colpite da misura cautelare nell’operazione ‘Touch&go’, messa a segno dai carabinieri di Formia.  

Illustrati i dettagli del blitz antidroga che ha portato all’arresto di due giovani fratelli di 23 e 27 anni originari di Minturno, che vivono nell’Isernino.  In azione anche i militari del comando provinciale di Isernia che hanno localizzato e arrestato, in esecuzione di ordine di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Roma, i fratelli che si trovavano in un paese alle porte del capoluogo perché uno di loro stava scontando i domiciliari per una precedente pena.

L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba di oggi nelle province di Latina, Napoli, Isernia e Caserta. In azione circa 100 carabinieri, con il supporto di un elicottero del nucleo di Pratica di Mare e di unità cinofile antidroga.

L'INDAGINE. I provvedimenti sono scaturiti da una complessa e articolata attività investigativa partita a ottobre 2015 e andata avanti fino all’agosto 2016 e nuovamente aggiornata da marzo a settembre 2018, anche con la collaborazione con la direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell’Interno.
Secondo gli inquirenti, il gruppo criminale agiva sotto la guida di due fratelli provenienti dal quartiere Secondigliano di Napoli che - con spregiudicatezza ed importando atteggiamenti tipici delle organizzazioni camorriste - avevano deciso di conquistare il mercato degli stupefacenti del sud pontino, arruolando a tal fine manovalanza criminale locale e creando così una fitta rete di pusher. Per assumere il controllo dell’attività di approvvigionamento e smercio di cocaina, hashish, marijuana e shaboo, imponendosi sul territorio, avevano posto in essere aggressioni e minacce anche ricorrendo all’uso di armi e di manufatti esplosivi, sino a conquistare l’egemonia nella vendita di droghe in un’ampia area incentrata su Scauri, nota località turistica del comune di Minturno.

IL METODO MAFIOSO. In particolare, nel corso delle indagini è stata fatta piena luce sulle modalità con le quali i gli indagati, alcuni dei quali contigui a clan camorristici operanti nel quartiere Secondigliano di Napoli, importavano ingenti quantitativi di stupefacente dalla città partenopea e dalla Spagna.

SEQUESTRI. Sono stati sequestrati 450 grammi di cocaina, 9 chili di hashish, 350 grammi di marijuana, 100 grammi di shaboo, una pistola marca beretta calibro 9x21 completa di caricatore e 13 proiettili, arma risultata rubata. Sequestrati anche 2 ordigni esplosivi di fattura artigianale, uno dei quali recuperato il 17 febbraio 2016 prima che esplodesse, mentre l’altro è stato fatto deflagrare il 28 febbraio 2016, causando solo danni a cose. Nel corso delle operazioni di esecuzione uno degli arrestati di Napoli è stato trovato anche in possesso di una rivoltella calibro 44 magnum matricola abrasa e 10 proiettili.

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